Centro Arti Visive di Pietrasanta. Un’eccellenza toscana

Non è celebre come varie altre eccellenze toscane. Ma il CAV – Centro Arti Visive di Pietrasanta testimonia quanto la regione sia attiva sul contemporaneo. Sull’arte e il suo restauro, il design e il cinema. Ne abbiamo parlato con il direttore, Alessandro Romanini.

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Centro Arti Visive, Pietrasanta

Centro Arti Visive, Pietrasanta

Come nasce il progetto Centro Arti Visive?
Il progetto CAV nasce nel 2005 e prende vita nel 2010 per volontà del M.I.U.R e dell’Accademia di Belle Arti di Carrara, con lo scopo di creare un polo di alta formazione post universitaria dedicato all’arte e alla cultura contemporanea nelle loro molteplici forme.

Perché avete scelto Pietrasanta?
Pietrasanta rappresenta una piattaforma ideale per la trasmissione del sapere e la dimensione pratico-esperienziale degli studenti grazie alla presenza dei numerosi laboratori di produzione plastica con un’esperienza plurisecolare legata al saper-fare, famosa in tutto il mondo. Un distretto produttivo e culturale in grado di fondere tradizione e innovazione teoria e pratica, dove vive e lavora una nutrita comunità di artisti internazionali, giovani ed esperti che lavorano gomito a gomito. Una capacità lavorativa che si estende dal marmo ai materiali lapidei, dal bronzo al ferro e ai metalli e leghe, ceramica e terracotta, intarsio e mosaico e che non disdegna affatto la sperimentazione del nuovo.
Inoltre il centro storico vede la presenza di oltre trentacinque gallerie e spazi dedicati all’arte contemporanea, che animano un intenso programma culturale e attirano collezionisti, esperti e professionisti delle varie discipline artistiche.

Com’è strutturata la vostra sede?
L’Amministrazione Comunale di Pietrasanta ha messo a disposizione una stupenda struttura rinascimentale a due passi dal centro storico, l’ex convento di San Francesco, dotato di locali specifici per la didattica e l’ospitalità residenziale, interamente dotati di wi-fi. Aule, biblioteca e mediateca (con postazioni computer), sala conferenze e proiezioni, cucina comune, refettorio e uffici a cui si aggiunge un ampio parco e vencinque posti letto.

Centro Arti Visive, Pietrasanta

Centro Arti Visive, Pietrasanta

Quali sono i modelli di riferimento del vostro progetto didattico?
Il modello teorico-pratico è una sintesi tra le esperienze didattiche innovative storiche come quelle legate, al Bauhaus e al Black Mountain College, passando per l’esperimento della Manifesta Art School, l’Ecole des Haute Etudes Plastiques di Pontus Hulten, accademie britanniche come il Central Saint Martin College e la Slade School of Arts fino all’esempio didattico fornito da Daniel Birnbaum alla Stadelschule di Francoforte.

Come viene finanziato il funzionamento del centro?
La congiuntura economica negativa ha stimolato la creazione di un modello innovativo e sostenibile, che si affrancasse allo stesso tempo dall’assistenzialismo pubblico e dalle tradizionali dinamiche di sponsoring occasionale.
Il CAV – strutturato secondo un modello di fondazione di partecipazione – ha creato una serie di partnership con istituzioni pubbliche e private, basate sullo sviluppo di progetti formativi ed espositivi concertati sin dalla fase di progettazione e conduce un’incessante attività di fundraising differenziato e innovativo. A questo si aggiunge un’intensa attività residenziale rivolta a istituzioni pubbliche e private internazionali operanti nella didattica e nella produzione artistica contemporanea.

Che tipo di seminari e master avete organizzato?
Tra le molte iniziative condotte da artisti, scienziati, designer, architetti con un metodo “personalizzato”, ci tengo a ricordare la serie di incontri dedicati alle relazioni fra perfomance, coreografia, danza e scena teatrale (con protagonisti artisti e compagnie come Kinkaleri, Motus, Raffaello Sanzio, Roberto Castello-Aldes…) e il workshop internazionale di architettura e arte pubblica Waterfront, giunto nel 2015 alla sua seconda edizione, che ha visto oltre cinquanta studenti e giovani architetti coinvolti per tre settimane nella stesura di progetti e modelli di intervento pubblico guidati da architetti e designer (tra questi lo studio di Siviglia Recetas Urbanas, Adolfo Natalini, Santiago Cirugeda, Joao Nunes…), sempre in questo contesto ricordo i seminari di architetti e urbanisti come Mario Botta, Stefano Boeri e Rudy Ricciotti e designers come Gianni Pettena, Andrea Salvetti, Paolo Ulian, Denis Santachiara.
Tra le iniziative istituzionali, due master riconosciuti dal MIUR, uno dedicato al restauro dell’arte contemporanea (in collaborazione con il CNR di Firenze e la facoltà di chimica dell’Università di Pisa) e una alla contraffazione nelle opere d’arte, per rispondere alle esigenze manifestate dal mercato professionale artistico-culturale contemporaneo rispetto a nuovi profili professionali.

Past Forward – veduta della mostra presso la Chiesa di S. Agostino, Pietrasanta 2013 – photo Dario Lasagni

Past Forward – veduta della mostra presso la Chiesa di S. Agostino, Pietrasanta 2013 – photo Dario Lasagni

Riguardo mostre e rassegne organizzate?
Per citarne alcune, L’Innocence du Rèel (2013) ha riunito opere di artisti italiani e francesi dal 1950 ai nostri giorni, con l’aiuto di numerosi musei e fondazioni, Rexistenz (2012) e Past Forward (2013) hanno riunito rispettivamente artisti italiani della generazione under 40, che si confrontano con le diverse forme espressive plastiche e con la storia e la tradizione. Sopra/Naturale. La Forma Riflette (2011) – con opere di Kabakov, Kendell Geers, PAscale Martine Tayou, Jan Fabre, Loris Cecchini – e Shadow, Dust and a Promise of Future (2014) organizzata in occasione della 450esimo anniversario della morte di Michelangelo (con opere di Anish Kapoor, Ai Weiwei, Marina Abramovic, Chen Zhen, Michelangelo Pistoletto e un’installazione site specific di Antony Gormley)
Anche il design è stato oggetto di riflessione e ricerca con mostre come Radical Mind-Radical Design (2014) organizzata in collaborazione con il Museo Pecci di Prato. Il documentario d’arte e la videoarte sono i protagonisti della rassegna audiovisiva Scolpire il Tempo, giunta nel 2015 alla quarta edizione. Il cinema e le relazioni con le arti visive sono il fulcro delle mostre promosse con il Lucca Film Festival dedicate a David Lynch (2014) e David Cronenberg (2015)

Prossimi progetti?
Nel corso del 2016 la Fondazione focalizzerà l’attenzione sulla formazione artistica nei suoi molteplici aspetti e le relazioni fra arte e azienda. A questo scopo verranno promossi un ciclo di incontri, seminari, workshop, a cui saranno invitati docenti e direttori delle varie facoltà artistiche europee ed extraeuropee, artisti, architetti, pedagogisti, sociologi e antropologi, esperti di tecnologie applicate alla didattica ecc.
Dal mese di gennaio prenderà avvio un ciclo di corsi specialistici intensivi dedicati al restauro e alla conservazione dell’arte contemporanea secondo moduli tematici (lapideo, metalli e leghe, mosaico, materiali cartacei ecc.).

Marco Enrico Giacomelli

www.cavpietrasanta.it

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