Andrzej Wróblewski. Un pittore polacco a Madrid

Museo Reina Sofía, Madrid – fino al 28 febbraio 2016. Dopo Varsavia, approda a Madrid la prima retrospettiva dedicata ad Andrzej Wróblewski. Un pittore quasi sconosciuto in Europa, ma un’autentica leggenda in Polonia.

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Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso - Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso – Museo Reina Sofía, Madrid 2015

UN PITTORE MISTERIOSO
Il caso di Andrzej Wróblewski è curioso ed enigmatico. Nato nel 1927 a Vilnius, città all’epoca polacca, Wróblewski morì a soli 29 anni mentre faceva un’escursione in montagna, da solo, nel sud della Polonia. In meno di dieci anni dipinse però più di 200 tele e circa 800 lavori su carta.
Centocinquanta di tali opere sono ora raccolte negli ampi spazi del Palacio de Velázquez, sede esterna del Museo Reina Sofia al Parque del Retiro. L’allestimento sfrutta gli effetti di luce naturale che caratterizzano l’edificio, permettendo di osservare da vicino e da lontano i quadri di Wróblewski. Molti di essi risultano dipinti su entrambi i lati della tela, attraverso sapienti accostamenti tematici e giochi di prospettiva che evidenziano stili pittorici diversi, talora persino contrastanti.
Si intitola infatti Verso/Reverso la mostra frutto dello sforzo congiunto tra il Museo d’arte moderna di Varsavia, Culture.pl – portale dell’Istituto Adan Mickiewicz che si occupa della promozione internazionale di artisti polacchi – e la Fondazione Andrzej Wróblewski, gestita dalle eredi del pittore. Durante anni di studio, il lavoro di Wróblewski è stato analizzato a fondo per darne una nuova e più scientifica interpretazione e promuoverne la conoscenza all’estero.

Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso - Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso – Museo Reina Sofía, Madrid 2015

TRA MODERNITÀ E AVANGUARDIA
I dati biografici del pittore servono per capire i diversi stadi attraverso i quali passano il suo stile e la scelta dei soggetti ritratti, in parte realistici e in parte astratti, in continua tensione fra utopia e realtà. Contemporaneo dello scrittore Tadeusz Kantor, appassionato di cinema, amico e collaboratore del cineasta Andreij Wajda, Wróblenski scelse la pittura per esprimere la propria quotidiana inquietudine, dovuta in gran parte ai traumi dell’epoca pre e postbellica nell’Europa dell’Est e ai duri colpi del regime stalinista e della guerra fredda. E’ come se in realtà Wróblewski traducesse in pittura diversi linguaggi contemporanei, alla ricerca di un’espressione personale, tra modernità ed avanguardia. Proprio grazie ai suoi “esperimenti” artistici, di matrice anche politica, si è guadagnato la fama di mito e un ruolo di riferimento culturale per la generazione polacca degli anni Sessanta e Settanta.

LA PITTURA FA STORIA
La sperimentazione del “recto/verso” riguarda solo alcune opere create tra il 1948 e il 1949, nelle quali l’artista polacco ha reso un lato della tela complementare all’altro: dando al primo un’immagine realistica e a affidando invece al secondo un messaggio più criptico, simbolico o astratto. Luminosi e colorati come un quadro di Guttuso, essenziali e spogli come un paesaggio di De Chirico, ma sempre intensi, toccanti e spesso corali, i dipinti di Wróblenski fissano nell’attimo momenti emblematici della vita sociale della Polonia, come le esecuzioni, i drammi della guerra e gli orrori della persecuzione razziale. Le figure perdono via via gli sguardi, i volti, e spesso si nascondono fra loro, tra abbracci freddi e sterili che alludono alla morte imminente, con incarnati di un colore bluastro che è richiamo evidente alla rigidità dei corpi.

Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso - Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Andrzej Wróblewski – Vers::Reverso – Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Dopo un periodo orientato all’astrattismo e alle forme geometriche surrealiste di Paul Klee, l’ultima intensa produzione di Wróblewski, tra il 1956 e il 1957, è caratterizzata da opere su carta, acquerelli di piccolo formato che ritraggono paesaggi, nature morte, il tema ricorrente dell’atletismo femminile, che lo affascinava molto, e quello di bambini perduti e solitari in interni desolati. Un vago ritorno alla natura che porta in sé, forse, un lume di speranza per il futuro.

Federica Lonati

Madrid // fino al 28 febbraio 2016
Andrzej Wróblewski – Verso/Reverso
a cura di Éric de Chassey and Marta Dziewańska
MUSEO REINA SOFIA
Santa Isabel 52
[email protected]
www.museoreinasofia.es

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