Valorizzazione dei beni culturali attraverso il Facility Management. Ecco i risultati del convegno tenutosi all’Auditorium del Museo dell’Ara Pacis di Roma

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Roma  24-11-2015 gestire e valorizzare i beni culturali

L’insieme di servizi che afferiscono alla gestione di edifici e dei loro impianti (ne sono esempio gli impianti elettrici, idraulici, d’illuminazione, di condizionamento), ma anche a servizi cosiddetti “soft” (pulizia, ristorazione, portineria, giardinaggio)”. Questo si intende quando – almeno in ambito storico-artistico-architettonico – si parla di Facility Management: e di questo si è parlato il 24 novembre a Roma, nel convegno dal titolo “Gestire e valorizzare i beni culturali: il contributo strategico dei servizi di Facility Management. Esperienze, modelli e strumenti innovativi”, organizzato all’Auditorium Museo dell’Ara Pacis con il patrocinio della Facoltà di Architettura de “La Sapienza” e partner come Engie, Enea, Federculture.

CREARE UNA BANCA DATI DEI SITI MIBACT
Monumenti, edifici e complessi di valore e ancora, siti archeologici, musei e gallerie: l’Italia possiede da sempre il più straordinario patrimonio culturale del mondo. 51 siti patrimonio dell’umanità. Si tratta della maggiore concentrazione al mondo, sia in termini assoluti (l’Italia precede la Cina con 48 siti, e la Spagna con 44) sia in termini relativi (l’Italia conta 16,92 siti per 100.000 km2, contro gli 11,85 del Regno Unito e gli 11,2 della Germania)”. A partire da queste premesse si sono sviluppati gli interventi, come quelli dei rappresentanti del MiBACT, che hanno aggiornato sui progetti finalizzati alla realizzazione di una banca dati (planimetrie, sistemi tecnico-impiantistici, informazioni architettoniche e altri dati riguardanti 1.021 insediamenti del MiBACT), interventi di adeguamento e messa a norma dei siti MiBACT, analisi dei rischi e progettazione di sistemi di sicurezza dedicati.

GESTIONE INTELLIGENTE DEGLI IMPIANTI E DEI PROCESSI
Nella tavola rotonda “Processi e prospettive di innovazione” Cofely Italia, Gruppo ENGIE, ha proposto soluzioni “che assicurino la gestione intelligente degli impianti e dei processi negli edifici museali e il perdurare così delle condizioni ottimali di fruizione”. Ricordando i casi di proprie esperienze dirette con il Musée Magritte di Bruxelles, la Pinakothek der Moderne di Monaco di Baviera, il Louvre di Parigi e il Victoria & Albert Museum di Londra. Il Palazzo delle Esposizioni di Roma ha presentato l’esperienza maturata nella gestione del facility in termini di attenzione alla manutenzione dell’edifico, agli impianti tecnologi, energetici e di sicurezza, mentre il Museo delle Antichità Egizie di Torino, esempio di collaborazione pubblico-privato, ha portato alla recente valorizzazione e riqualificazione del bene museale.

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