Tra arte, architettura e design. Al Maxxi arrivano i Trasformers Jeong-hwa, Fiuza Faustino, Gamper e Reyes: qui immagini in anteprima

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Martino Gamper, 100 Chairs in 100 days, 2007, Courtesy the artist and Galleria Nilufar (foto Angus Mill)

Martino Gamper, 100 Chairs in 100 days, 2007, Courtesy the artist and Galleria Nilufar (foto Angus Mill)

Attenzione e aspettative di riguardo per la mostra che inaugura domani – 10 novembre – al Maxxi. Si tratta di Transformers, collettiva dedicata al lavoro di quattro liberi battitori del più ampio sistema delle arti quali Choi Jeong-hwa, Didier Fiuza Faustino, Martino Gamper e Pedro Reyes, a cura di Hou Hanru con Anne Palopoli. La curiosità che l’esposizione ha suscitato già prima della sua apertura ufficiale è dovuta in parte all’attualità di un tema molto caro alla sensibilità del contemporaneo, la sublimazione del reale a partire dalla trasfigurazione del quotidiano, in parte dal superamento delle barriere tra arte, architettura e design che questi personaggi ibridi, spesso outsider nella propria disciplina, incarnano con l’insieme del loro lavoro.
E se i fiori torneranno ancora una volta a Piazza Boetti con l’installazione Golden Lotus di Jeong-hwa, Gamper riproporrà con le sedie di Post Forma un’evoluzione ideale del suo storico lavoro 100 chairs in 100 days, mentre Faustino e Reyes getteranno uno sguardo sulle inquietudini dell’attualità con le installazioni Lampedusa e Disarm. Ma saranno forse gli stessi cortocircuiti tra le opere, nonché il potere della dimensione performativa che nel complesso saranno in grado di evocare, a costituire – ci auguriamo – lo spunto di maggior interesse. Incarnando la metafora di un tempo in cui, se niente ha più una forma e un significato prestabilito, tutto va incontro a un’inarrestabile e ineluttabile mutazione. Noi intanto vi facciamo vedere qualche immagine in anteprima…

Giulia Zappa

 

 

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