Terre di confine: Piemonte

L’Italia abbonda di terre di frontiera. E allora perché non partire da Torino, dopo le fatiche di Artissima, per una fuga di confine? Magari con l’obiettivo di mettere un piede in Francia. Consigli ad arte, gourmet e festivalieri.

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Christian Boltanski, Fondazione Merz, Torino

Christian Boltanski, Fondazione Merz, Torino

Punto di partenza: Torino, naturalmente, dove le opportunità espositive non mancano. “Torino”, racconta Arrigo Levi, “ha un’anima complessa. Torino città operaia. Torino città della Fiat. Torino con la tradizione di città capitale. Torino città italiana, anzi romana, ma anche città alpina, che guarda alla Francia e all’Europa. Torino di Gobetti, di Einaudi, di Bobbio, di Gramsci e dell’‘Ordine nuovo’, Torino comunista e Torino liberale. Torino col suo carattere, la sua sobrietà, la sua serietà, che non si apre e non si dà tanto facilmente, ma che ti accetta quando si convince che impersoni i suoi stessi valori: l’impegno nel lavoro, una forte cultura civica, un senso del dovere che ti compete, per la parte che hai nella vita della città”.
Non solo Artissima dunque, ma molte anime e…molte mostre importanti in città. Alla Pinacoteca Agnelli fino a marzo Ed Ruscha presenta Mixmaster, una collezione ideale che raccoglie opere dalle raccolte pubbliche della città, in una mostra a cura di Paolo Colombo che segue le tracce dell’artista del Nebraska. Fino al 30 novembre, il progetto Neorealismo rilegge il periodo e il cinema in un percorso che si snoda tra Palazzo Madama, la Mole Antonelliana, il Centro Italiano per la Fotografia, il Cinema Massimo, il Teatro Stabile, la Scuola Holden, il Folk Club, il Circolo dei Lettori e l’Università a settant’anni da Roma città aperta di Roberto Rossellini.

Monet. Dalle collezioni del Musée d’Orsay - Gam, Torino

Monet. Dalle collezioni del Musée d’Orsay – Gam, Torino

Alla GAM (dove è in arrivo la nuova direttrice della stessa Galleria d’Arte Moderna e del Castello di Rivoli, Carolyn Christov-Bakargiev) fino al 31 gennaio ci sono i capolavori di Monet provenienti dal Museé d’Orsay; a Rivoli, tra gli altri, i racconti americani di Francesco Jodice; alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo la prima italiana del grande Adrián Villar Rojas intitolata Rinascimento; alla Fondazione Merz, Dopo di Christian Boltanski, a cura di Claudia Gioia.
Buone nuove anche per chi scappa da Torino. Spostandosi magari verso il confine con la Francia, dove il CESAC di Caraglio ospita fino all’Immacolata una mostra a cura di Martina Corgnati e Paolo Pejrone intitolata Gli orti del paradiso. Gusto e bellezza dal giardino alla tavola. Dal gotico internazionale all’arte contemporanea. Giardino come luogo di incontro, di riflessione, di produzione, di simbologie laiche e religiose, contemporanee e arcaiche e di artisti quali Andy WarholRenato GuttusoGiuseppe PenonePiero GilardiGiovanni Segantini, Giuseppe Pellizza da VolpedoFrans FlorisSano di Pietro. Da Caraglio fino alla Provenza parte inoltre la VIAPAC, un progetto nato nel 2012 che realizza, in un itinerario di 200 chilometri, una via per l’arte contemporanea, con sculture e installazioni permanenti: a Vinadio c’è David March, ad Aisone Paolo Grassino, a Roccasparvera Pascal Bernier, a Demonte Pavel Schmidt, a Moiola Victor López Gonzáles, nella Valle dell’Ubaye Stéphane Bérard, Mark Dion, Joan Fontcuberta, Paul-Armand Gette, Richard Nonas, David Renaud e Jean-Luc Vilmouth.

VIAPAC - Joan Fontcuberta

VIAPAC – Joan Fontcuberta

Tappa al Moncenisio, in Val Cenischia, per visitare l’ecomuseo Le Terre di Confine, che racconta la vita della montagna e del suo ecosistema anche attraverso i suoi alberi monumentali. “I confini”, spiega Zygmunt Bauman, “dividono lo spazio; ma non sono pure e semplici barriere. Sono anche interfacce tra i luoghi che separano. In quanto tali, sono soggetti a pressioni contrapposte e sono perciò fonti potenziali di conflitti e tensioni.
Pausa gourmet al Bistrot dei Vinai, a Cuneo, dove un gruppo di giovani ha aperto da circa un anno un locale che si distingue per le pizze particolari, le portate tutte fatte in casa e un utilizzo molto attento delle materie prime. Pernottamento nel centro storico di La Morra, al Rocche Costamagna Art Suites: solo quattro camere ricavate in un’antica casa colonica finemente arredata da una famiglia, la Locatelli, di artisti e produttori di Barolo dal 1891.

Santa Nastro

www.pinacoteca-agnelli.it
www.gamtorino.it
www.fsrr.org
www.fondazionemerz.org
www.neorealismo.com
www.castellodirivoli.org
www.marcovaldo.it
www.viapac.eu
www.ecomusei.net
www.albistrotdeivinai.it
www.rocchecostamagna.it

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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