Rosa Barba principessa di Monaco. Vanno all’artista italiana di Berlino i 40mila euro del Prix International d’Art Contemporain 2016

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PIAC Award - Rosa Barba - foto Linda Kaiser

PIAC Award – Rosa Barba – foto Linda Kaiser

È Rosa Barba la vincitrice della 46esima edizione del PIAC, il Prix International d’Art Contemporain 2016 assegnato dalla Fondation Prince Pierre de Monaco. L’annuncio è stato dato nei giorni scorsi, durante un ricevimento serale a inviti che si è tenuto nel Principato, presso Villa Paloma. Costruito all’inizio del ‘900, l’edificio che oggi ospita il Nouveau Musée National de Monaco è circondato da un giardino all’antica e la sua terrazza è affacciata sulla Rocca dei Grimaldi e sul mare a perdita d’occhio. In questa splendida cornice, l’artista italiana (Agrigento, 1972), che vive e lavora a Berlino, non ha nascosto l’emozione nel ricevere direttamente dalle mani di S.A.R. la Principessa di Hannover il premio di 40mila euro, metà del quale dovrà essere investito per finanziare la produzione di un nuovo lavoro.
Ha già qualche idea?, chiediamo a caldo alla vincitrice. E lei anticipa ad Artribune che le piacerebbe approfondire il tema dell’astronomia e del tempo, stabilendo contatti con i centri di ricerca americani. Intanto, l’opera vincitrice sarà presentata in anteprima in Brasile, nel corso della Biennale di San Paolo del 2016. Subconscious Society, a Feature (2014) è un mix interessante di realtà e finzione: l’artista indaga, usando la macchina fotografica come uno strumento da disegno e il mezzo filmico come un work in progress, le tracce archeologiche e ancestrali che la società lascia nel paesaggio, oggetti abbandonati e relitti che non hanno più significato.
Istituito nel 1965, il Prix International d’Art Contemporain è stato organizzato dalla Fondation Prince Pierre de Monaco sin dal 1983 e dal 2010 segue una cadenza triennale. Nella stessa serata il giovane Zian Chen (Taipei, 1986), che vive e lavora tra Shangai e Londra, ha ricevuto, invece, il Prix pour un Essai Critique sur l’Art Contemporain 2015, per la sua antologia intitolata Fictional Exhibitions.

Linda Kaiser

 

 

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