Parte benino la nuova Finarte, la storica casa d’aste milanese passata a una nuova proprietà. Ecco i dati della prima asta di contemporaneo

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Giorgio de Chirico, Piazza d'Italia, metà anni '50 - olio su tela, 40 x 50 cm

Giorgio de Chirico, Piazza d’Italia, metà anni ’50 – olio su tela, 40 x 50 cm

Un nome storico per il mercato dell’arte italiano. Una casa d’aste tra le più note, che la scorsa primavera iniziava una nuova stagione di vita. La milanese Finarte, fondata nel 1959, è stata rilevata da un gruppo di sei investitori, decisi a concentrarsi in particolare sull’arte italiana e di puntare molto sulle piattaforme online. Sede tutta nuova, in Via Brera 8, e un team di manager, esperti e curatori, riuniti per promuovere un forte rilancio del marchio. La prima asta, attesissima, si è svolta l’11 novembre al Palazzo della Permanente di Milano. Bilancio positivo, in particolare per il catalogo d’Arte contemporanea – che ha piazzato oltre il 60% dei lotti, per un valore complessivo superiore a 1,5 milioni di euro – e per la sezione dedicata al Novecento, anche qui con il 60% di opere aggiudicate.

Renato Guttuso, Oggetti, 1978. Olio su tela. 60 x 75 cm

Renato Guttuso, Oggetti, 1978. Olio su tela. 60 x 75 cm

LA GRANDE PARTITA DEL CONTEMPORANEO. DA SIMETI A DE CHIRICO
Continua la sua scalata Turi Simeti, di cui sono stati acquistati Un ovale bianco del 1980, che ha raggiunto il prezzo di 43.750 euro (stima 18-22mila euro), e Un ovale nero del 1981, giunto a 32.500. Bene anche la Città di poeti in fase esplosiva (1963) di Gianfranco Baruchello, che ha chiuso a 40mila parendo da una stima di 20mila, come pure Oltre il linguaggio (1968) di Vincenzo Agnetti, aggiudicato a 52.500 (stima 15-20mila euro). Sempre ambito Enrico Castellani, il cui Senza titolo (Superficie blu) del 1961 è stato venduto per 363mila euro. Di Mario Schifano va in porto il grande cemento su tela Pittura (1959), per 93mila euro (contro una stima di 60-80mila), mentre il lotto Futurismo Rivisitato (1973) si è fermato a 21.250 euro.
Per le opere del XX secolo da segnalare Schemi astratti su fondo bianco (1942) di Osvaldo Licini, aggiudicato a 58.750 euro contro una stima di 15-20mila, e vari lotti di Renato Guttuso, tra cui Oggetti del 1978, che ha chiuso a 31.250 euro (stima 8-12mila euro). Venduta poi a 267mila euro la Piazza d’Italia di Giorgio de Chirico, rimasto più o meno sul valore stimato in catalogo (230-260mila euro).
I risultati delle aste di Arte del XX secolo e di Arte contemporanea ci incoraggiano perché dimostrano come il mercato abbia risposto in modo positivo alla nostra offerta che ricordiamo è la prima del nuovo corso di Finarte”, hanno dichiarano da Finarte S.p.A. Aggiungendo una nota su quelli che sono gli ambiti più in sofferenza: “L’andamento delle aste di Dipinti antichi e del XIX secolo confermala difficoltà generale che questi mercati stanno attraversando. Quella sull’arte antica resta una scommessa difficile ma che non intendiamo abbandonare, così come il lavoro sulla fotografia”.

– Helga Marsala

 www.finarte.it

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