Nufactory. L’arte che rigenera

Ancora una volta, la Street Art capitolina si racconta in prima persona. Il focus in questa occasione è su Nufactory. Che sono poi quelli che hanno inventato il festival Outdoor.

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Nufactory - photo Lavinia Parlamenti

Nufactory – photo Lavinia Parlamenti

CHI È NUFACTORY
Negli anni Nufactory ha promosso e prodotto eventi artistici legati alle arti visive e alla musica attraverso diversi tipi di finanziamenti: privati, pubblici, forme di autofinanziamento e crowdfunding. Ha sviluppato inoltre vari format di intrattenimento con l’obiettivo strategico di promuovere giovani artisti e creativi attivi nei settori della musica, delle arti visive, della grafica e del filming. Le attività culturali che realizza sono sempre in collaborazione con partner culturali, istituzionali e internazionali.
Outdoor rappresenta la massima espressione di tutte le expertise dell’agenzia. Unico nella città di Roma e in Italia, in crescita da sei anni in termini di pubblico e attività, multidisciplinare, basato su arte, musica, talk e creatività urbana, il festival persegue una mission principale: favorire la nascita e l’affermazione di un pensiero moderno, europeo e contemporaneo nella città di Roma. Fare di Roma una città nuova. Dar vita a un processo di rigenerazione artistica della città. Creare nuovi momenti di aggregazione giovanile attraverso l’arte. Parole chiave: credibilità, coraggio, originalità, innovazione.

Outodoor 2015 - Insa - Ex Caserma Guido Reni, Roma

Outodoor 2015 – Insa – Ex Caserma Guido Reni, Roma

UN’IDEA DI CITTÀ
La nostra idea di città? La forza di una metropoli passa necessariamente attraverso la consapevolezza che gli abitanti hanno del luogo in cui vivono. La città non è solo un insieme di elementi architettonici, bensì un tessuto vivo formato da diversi elementi sociali, economici, storici e culturali.
L’essenza di una città sta proprio nel coniugare tali elementi con voci, linguaggi e pulsioni sempre nuove e tra loro eterogenee. L’arte urbana è una voce del vocabolario pubblico contemporaneo che parla al cittadino/spettatore, lascia una traccia estetica, modifica il territorio e attiva una riflessione. Quando il cittadino non vive più la città strettamente in relazione alla sua funzione d’uso ma da un punto di vista emozionale, accentua la percezione emotiva e si lega maggiormente al luogo in cui vive.
Roma, come poche altre città al mondo, gode di una specificità: i cittadini vivono un connubio unico fra arte e quotidiano. Una ricchezza non solo storico-antropologica ma anche socio-rigenerativa: gli abitanti di Roma amano il bello, una condizione che li porta a cercare continuamente nuovi stimoli estetici e aggregativi, che solo il cambiamento dello spazio urbano può offrire.
E proprio per Roma è stato pensato Outdoor, un festival della città per la città, unico nel suo genere a livello internazionale, con artisti provenienti da diverse nazioni, un programma di eventi dedicati, ospiti e percorsi tra talk, cinema e musica.
Dopo le prime quattro edizioni con interventi a cielo aperto a Ostiense, concentrandosi soprattutto sulla Street Art, e dopo il primo esperimento in uno spazio chiuso, nel 2014, lungo i 5.000 mq della vecchia Dogana di San Lorenzo, nel 2015 si svolge in un gigantesco e stabilimento militare, proprio di fronte al Maxxi: un’area in fase di rigenerazione urbana, un luogo del cambiamento, attraverso cui generare – anche con l’arte e la cultura – nuova consapevolezza nel processo di rinnovamento urbanistico e nell’immagine della città.

Outdoor 2015, Ex Caserna Guido Reni - Graphic Surgey

Outdoor 2015, Ex Caserna Guido Reni – Graphic Surgey

STREET CROWDFUNDING
Outdoor Urban Art Festival nel 2013 ha chiuso il suo ciclo di interventi artistici nell’ex area industriale di Roma con il raggiungimento dell’obiettivo più ambizioso: finanziare un’installazione di Street Art attraverso una piattaforma di crowdfunding.
L’operazione, prima del suo genere in Italia, si è conclusa con successo, ottenuto grazie a oltre 200 donazioni ricevute in un periodo di tempo limitato a 50 giorni. La partecipazione è stata straordinaria e la raccolta fondi ha addirittura superato i 10mila euro necessari alla realizzazione di una maxi installazione di Sten Lex.
Un successo corale ottenuto grazie alle donazioni di collezionisti, appassionati d’arte e cittadini. Un’operazione con una valenza specifica, capace di dimostrare come oggi a Roma, in Italia e in Europa ci sia un’attenzione e un desiderio collettivo di arte pubblica e come la Street Art riesca a suscitare emozione negli animi di molti.
Quello che è venuto fuori è un’opera di 24 x 12 metri, una superficie che Sten Lex conoscono molto bene. Si è trattato infatti di un ritorno: sulla stessa facciata gli artisti erano intervenuti per la prima edizione del festival, con un intervento di Poster Art, col tempo consumatosi. La nuova opera regala una nuova traccia permanente nel quartiere Garbatella, proprio là dove, nel 2010, nasceva Outdoor.
Il percorso creativo dei due artisti è stato molto lungo, la loro ricerca ha subito nel tempo un’evoluzione che li ha portati ad abbandonare il mondo del figurativo: dal grande volto di Totti, che nel 2010 emergeva dagli strappi, a ricoprire l’intera parete di questa palazzina alla Garbatella, passando per le loro sperimentazioni su ritratti anonimi, per approdare poi al mondo dell’astrazione.
Dopo una parentesi fatta di linee astratte e segni indefiniti, Sten Lex hanno iniziato a lavorare con tratti spezzati e geometrie, addirittura con una timida comparsa del colore. Le linee ondulate e i semicerchi, che appaiono come timbri, hanno così sigillato il loro ritorno a Roma e la potenza dell’intera operazione, realizzata attraverso il crowdfunding: la prima opera di arte pubblica realizzata attraverso le donazioni delle persone comuni.
Questo muro è stato l’epilogo di una storia fatta di molti protagonisti, uno step importante per un festival in crescita, sostenuto dalla partecipazione attiva del pubblico, per la prima volta non più solo spettatore ma vero e proprio mecenate. La traccia lasciata, in quel caso, portava con sé diverse impronte.

Outdoor 2015 - Ex Caserma Guido Reni - Rub Kandy

Outdoor 2015 – Ex Caserma Guido Reni – Rub Kandy

OUTDOOR 2015
Here, now, titolo della sesta edizione del festival Outdoor (fino al 29 novembre), vuole porre al centro della riflessione il tempo e lo spazio come dimensioni ultime sulle quali si struttura la nostra esperienza.
Qui e ora, un luogo e un tempo stabilito. Un momento unico, non replicabile, che racchiude in sé i diversi piani temporali: il passato della caserma, il presente della creazione artistica e la futura rigenerazione dello spazio; un luogo che non è un semplice contenitore ma vero e proprio contenuto.
Le ex caserme SMMEP – Stabilimento Militare Materiale Elettronico di Precisione di via Guido Reni, a Roma, dismesse nei primi Anni Novanta, diventano lo strumento attraverso il quale il festival mette in movimento diversi processi esperienziali: l’atto di trasformazione dello spazio, la percezione di un’azione transitoria, l’interazione con le opere stesse, la fruizione collettiva di un luogo rigenerato, la partecipazione attiva degli artisti e delle classi durante i workshop di Outdoor Camp.
Outdoor è in continuo movimento. Attraverso le passate edizioni è divenuto un medium di forme espressive e comunicative nel quale sono confluite differenti esperienze artistiche, nuovi linguaggi e stili creativi che hanno richiamato sempre più l’interesse del pubblico diventando un punto di riferimento a livello nazionale per la Street Art, l’arte urbana e le nuove espressioni artistiche.
La scelta degli artisti di questa edizione ha come fondamento la volontà di tracciare una mappatura dell’arte quanto più estesa possibile, partendo dalla Street Art, da sempre essenza del festival, per giungere ad altre espressioni artistiche. In occasione del festival i numerosi capannoni della caserma si convertono in Padiglioni suddivisi per nazioni nei quali si articola la mostra.
Il progetto corale e interattivo di 2501, dei Recipien e di The Blind Eye Factory, le forme vacue e astratte di 108, la saturazione caotica dello spazio di Halo Halo, la decontestualizzazione di Filippo Minelli e la memoria indagata da Lucamaleonte. La sacralità e il gesto impulsivo di Tilt e la riflessione sulla natura effimera e ciclica dell’arte urbana di Martin Whatson. Il flusso temporale nei GIF-iti di Insa e il pensiero sull’isolamento del singolo nei contesti urbani di Tinho. Il recupero degli oggetti rinvenuti nella caserma ed elevati a opere d’arte da Marine Leriche nell’installazione ObjetsTrouvés e Alexandros Vasmoulakis con la sua opera dal titolo Relics, la destrutturazione e la rimodulazione spaziale dei Graphicsurgery, la deformazione prospettica di Rubkandy, lo straniamento creato dai Penique productions e l’utilizzo dello spazio per riflettere sugli eventi dei No Idea.
E infine un progetto a cura della fotografa americana Jessica Stewart sulla scena romana, con le ricerche degli artisti Alice Pasquini, Uno e Tommaso Garavini.

Outdoor 2014 - Ex Dogana San Lorenzo - dot dot dot - photo Matteo Armellini

Outdoor 2014 – Ex Dogana San Lorenzo – dot dot dot – photo Matteo Armellini

I COLPEVOLI
Nufactory è un’agenzia creativa costituita a Roma nel 2009 da Alessandro Omodeo e Francesco Dobrovich, attiva nel campo della comunicazione e degli eventi, che oggi si avvale dell’esperienza di Antonella Di Lullo (curatrice), Francesco Barbieri (visual designer) e Caterina Giordano.

www.nufactory.it
www.out-door.it

Nufactory
a cura di Helga Marsala

Articolo pubblicato su Artribune Magazine #28

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