Fra Tiziano e Veronese. Al veneziano Palazzo Cini

Palazzo Cini, Venezia – fino al 15 novembre 2015. Tra capolavori indiscussi e assoluti maestri. Un viaggio di sola andata nella Venezia che fu.

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Paolo Veronese, Daniele Barbaro, 1560 ca., Rijksmuseum, Amsterdam

Paolo Veronese, Daniele Barbaro, 1560 ca., Rijksmuseum, Amsterdam

VENEZIA FRA DUE ARTISTI
Entrando nei nuovi spazi della Galleria di Palazzo Cini, a San Vio, ci attende un viaggio nel tempo nella Venezia di un tempo: una Venezia in cui Virtù, Cultura, Scienza e Arte condotte dalla sapienza di uomini dotti e prestigiosi facevano della città lagunare la capitale dell’umanesimo più raffinato.
Il viaggio inizia a metà del Cinquecento sotto la guida di Daniele Barbaro (1514-1570) che ci viene qui presentato ritratto dai grandi maestri Tiziano Vecellio (Pieve di Cadore, 1488-90 – Venezia, 1576) e Paolo Veronese (Verona, 1528 – Venezia, 1588). Non uno ma due sguardi sorvegliano la sala in penombra. Magnificamente illuminati, i due Barbaro, posti per la prima volta l’uno di fronte all’altro, si contendono la sala come numi all’entrata di un tempio.

DOPPIO SGUARDO SU DANIELE BARBARO
Il ritratto compiuto da Tiziano (1545 ca., Museo del Prado di Madrid) lo raffigura giovane in abito da studioso. Il fondo scuro e il colore denso, lo studio dell’espressione (vigile e pensosa allo stesso tempo) e della composizione (l’occhio sinistro posto al centro del quadro e la figura di tre quarti) coinvolgono il visitatore. Metà Cinquecento è anche il periodo di passaggio per Tiziano, in cui l’impegno veneziano progressivamente inizia a scemare tra l’arrivo del Tintoretto e l’ascesa del Veronese, artista tra i maggiormente apprezzati e protetti da Barbaro.
Il ritratto di Veronese (1560 ca., Rijksmuseum) ci mostra un uomo nella sua piena maturità e accompagnato dai trattati di architettura vitruviana da lui editi nel 1556 e presentati al centro della sala tra un corredo di libri d’epoca.

Francesco Guardi, Capriccio con campiello, 1760 ca., Parigi, Musée Jacquemart-André

Francesco Guardi, Capriccio con campiello, 1760 ca., Parigi, Musée Jacquemart-André

COLORE E DISEGNO
A incoronare la mostra, ecco un viaggio nei due secoli successivi della Repubblica: i disegni veneti nel Settecento. Una panoramica completa sul patrimonio grafico veneziano che parte dai capolavori della grafica di Giambattista e Giandomenico Tiepolo per arrivare al divertentissimo album di Caricature di Antonio Maria Zanetti il Vecchio, un’irriverente comèdie humaine in cui il collezionista esplorò la civiltà veneziana del Settecento.
Si tende legare la scuola artistica lagunare al “colore versus disegno” ma una caratteristica particolare e poco nota dell’arte veneziana è che i disegni erano considerati come vere e proprie opere d’arte autonome e quindi completate e finite a se stanti. Qui dimostrato da un prestito d’eccezione del Musée Jacquemart-André di Parigi: lo splendido Capriccio architettonico (1760 ca.) di Francesco Guardi, raffigurante uno dei suoi bellissimi scorci veneziani di fantasia.

Eleonora Milner

Venezia // fino al 15 novembre 2015
Tiziano e Veronese – I ritratti di Daniele Barbaro
PALAZZO CINI
Campo San Vio – Dorsoduro 864
041 5210755
[email protected]
www.palazzocini.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47829/tiziano-e-veronese-i-ritratti-di-daniele-barbaro/

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