Alice Schivardi e la sua famiglia. A Pesaro

Fondazione Pescheria, Pesaro – fino al 29 novembre 2015. Una serie di disegni a ricamo e una quadreria di ritratti fotografici. Così Alice Schivardi indaga la natura della famiglia nella società contemporanea.

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Alice Schivardi – Ero figlia unica - veduta della mostra presso la Fondazione Pescheria, Pesaro 2015, photo Michele Sereni

Alice Schivardi – Ero figlia unica – veduta della mostra presso la Fondazione Pescheria, Pesaro 2015, photo Michele Sereni

Che cos’è una famiglia? È ogni tipo di relazione intima e unità d’intenti. È un luogo fisico e al tempo stesso concettuale, punto d’incontro tra desideri, vincoli, risorse; di mediazione tra realtà opposte: bisogno di solidarietà e autonomia, impulsi naturali e culturali, tradizione e tensione dialettica verso l’esterno.
Utilizzando l’approccio relazionale tipico del suo lavoro, Alice Schivardi (Erba, 1976) presenta al Centro Arti Visive Pescheria una personale che indaga la natura della famiglia nella società contemporanea.
L’esposizione prende il via sulla parete del Loggiato con una serie di disegni a ricamo e procede nell’ex Chiesa del Suffragio, con una quadreria composta da una ventina di ritratti fotografici di dimensioni e formati diversi.
Nella pratica lenta, rigorosa, paziente e ritmata del ricamo – che ha dato origine fin dall’antichità̀ a miti e a un ricco immaginario metaforico – Schivardi custodisce emozioni personali e condivise, un sottile filo cuce insieme disegni, storie, memorie, incontri ed esperienze, sottolineandone sia l’aspetto legato alla sfera intima, sia quello della gestualità̀ arcaica e della ritualità̀ domestica.

Alice Schivardi – Ero figlia unica - veduta della mostra presso la Fondazione Pescheria, Pesaro 2015, photo Michele Sereni

Alice Schivardi – Ero figlia unica – veduta della mostra presso la Fondazione Pescheria, Pesaro 2015, photo Michele Sereni

È il lavoro dell’artista frutto di diversi anni di ricerca sui temi della pluralità e variabilità di forme che può assumere la famiglia oggi, attraverso l’analisi e l’accostamento di nuclei differenti per etnia, religione e ceto sociale. Con ognuno di questi Schivardi ha costruito un rapporto adattandosi al “luogo” come una sorta di “radicante” (Nicolas Bourriaud), vestita, truccata e trasformata in una di loro.
Qui la relazione, come concetto psicologico, ha assunto il significato di consapevolezza del rapporto inter- e intra-personale. Che implica reciprocità, ma anche differenziazione; coinvolgimento ed empatia, ma non fusione e/o identificazione. Relazione, quindi, come riconoscimento e capacità di accogliere l’altro, pur conservando la propria dimensione personale.
A bloccare quei momenti, i ritratti sanciscono la partecipazione dell’artista al rituale che accompagna le cosiddette “fotografie di famiglia”. Scatti che rendono possibile narrare la propria storia all’interno di una comunità, offrendo informazioni sia sul background culturale di appartenenza che sulle dinamiche interne; mostrando come si racconta la famiglia e come, a partire da essa, ci si proietta nel variegato e multiculturale mondo di oggi.

Lori Adragna

Pesaro // fino al 29 novembre 2015

Alice Schivardi – Ero figlia unica
a cura di Ludovico Pratesi e Paola Ugolini
FONDAZIONE PESCHERIA
Corso XI Settembre 184

0721 387651
[email protected]
www.centroartivisivepescheria.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48563/alice-schivardi-ero-figlia-unica/

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