Manifesta verso Sud. Palermo capitale europea dell’arte contemporanea? Nel 2018 sì, grazie alla Biennale nomade. Partiti ufficialmente i lavori. Nel 2016 il team creativo

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Uno scorcio di Palermo

Uno scorcio di Palermo

MANIFESTA, FRA TRE ANNI A PALERMO. SI PARTE
L’avevamo annunciato parecchi mesi fa. Mentre l’artista Christian Jankowski è a lavoro per mettere a punto l’edizione del 2016 a Zurigo, la successiva è già in cantiere. Molto più a Sud. Sarà infatti Palermo, nel 2018, ad ospitare la prestigiosa biennale europea itinerante: una sfida seria, per una città travolta da problemi lungamente stratificati, capoluogo di una Regione ancora più malmessa, ormai in piena deriva politica.
E la cultura – quella internazionale, di spessore, di sistema (nel senso migliore del termine) – se non salva, sicuramente aiuta. Sul piano del prestigio ma soprattutto dei cantieri, delle economie, dell’indotto, della circolazione di idee e di progetti, dello sviluppo.
Tre anni per prepararsi? Non sono nemmeno troppi. Ecco dunque arrivare l’annuncio di Hedwig Fijen, Direttrice di Manifesta, e di Leoluca Orlando, Sindaco di Palermo: i lavori sono ufficialmente partiti.
Perché proprio Palermo? Per due questioni principali, che identificano fortemente l’Europa di oggi e le città contemporanee: migrazione e condizioni climatiche. Ma anche per mettere l’accento su uno dei temi più cari a Manifesta, da sempre: senso, ruolo e dinamiche delle comunità, puntando sull’idea di collaborazione e sulle specificità locali. Una linea lungo cui la Biennale nasce e si sviluppa, con la sua forma nomade e cangiante. Una linea che – continuamente indagata dal mondo della cultura, anche e spesso tra le associazioni e le micro comunità palermitane – può e deve rappresentare una chance.

Hedwig Fijen

Hedwig Fijen

MIGRAZIONE, CITTADINANZA ATTIVA, SVILUPPO. MANIFESTA E LE CITTÀ DI DOMANI
Manifesta 12 a Palermo”, ha spiegato Hedwig Fijen, “è una grande sfida per ripensare a come gli interventi culturali possono avere un forte ruolo nell’aiutare a ridefinire uno dei più iconici crocevia del Mediterraneo della nostra storia, all’interno di un lungo processo di trasformazione. Manifesta 12 vuole affrontare diverse questioni tra cui “La partecipazione dei cittadini alla governance della Città” e “Come riconoscersi cittadini e riappropriarsi della Città? Le questioni migratorie della città sono emblematiche di una più amplia situazione di crisi che l’intera Europa si trova ora a fronteggiare”.
Tanta carne al fuoco, insomma. Nell’attesa che venga nominato il team creativo, per l’inizio del 2016. Da quel momento si passerà alla fase operativa anche per i contenuti, stilando il programma ma anche mettendo a punto una serie di attività preparatorie, che consentano la costruzione di un processo di rivitalizzazione culturale per la città. Questa, almeno, la direzione su cui si sta muovendo Manifesta, col supporto dell’assessore alla cultura Andrea Cusumano. Scommessa ampia, che va ben oltre l’opening e lo schema di una Biennale.

– Helga Marsala

http://manifesta.org/

 

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