La guerra delle matite colorate. In Piazza Affari fa il suo ingresso Fila, azienda italiana che sceglie la tradizione. Vincendo con pongo e pastelli

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Pastelli Fila

Pastelli Fila

Altro che digitale, hi-tech e 2.0. La creatività, per certe aziende storiche, resta un fatto tradizionale, analogico, persino romantico. Cose che non cambiano mai e che mantengono fascino e funzione. Come le classiche matite colorate, i pastelli, i pennarelli, ma anche il Pongo ed il Das. Tutta roba che in Italia viene prodotta da Fila (Fabbrica Italiana Lapis ed Affini), tipico caso di made in Italy di successo, con il 20% del mercato mondiale concentrato nelle sue mani. Un primato conteso solo con la Faber Castell.
Fiorentina di origini, nata nel 1920 e oggi lanciata fra vari mercati esteri con ricavi per oltre 200 milioni annui, Fila compie adesso un passaggio importante. Quotandosi in borsa. Il gruppo, gestito dalla famiglia Candela, passa al Mercato Telematico Azionario a pochi mesi dalla fusione con la spac (special purpose acquisition company) Space, quotata al MIV, il mercato di Borsa Italiana dedicato ai veicoli di investimento. Un ingresso grintoso in Piazza Affari, per un’azienda vecchio stile, che all’imperativo categorico della comunicazione digitale e delle nuove tecnologie risponde così: con bastimenti di matite colorate e valanghe di quattrini.

– Helga Marsala

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