Idea Finesettimana. Nel profondo Chianti per la nuova opera commissionata dalle cantine Antinori. E poi a Siena, Prato e Lucca tra Alberto Burri e la biennale di fotografia

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Giorgio Andreotta Calò, Clessidra (2015), ph. Nuvola Ravera

Giorgio Andreotta Calò, Clessidra (2015), ph. Nuvola Ravera

Novembre inoltrato: il tempo ideale per trascorrere il weekend a spasso per le cantine d’Italia. Meglio ancora se ad accompagnare vini eccellenti, ci si mette un po’ di arte contemporanea. Questo fine settimana è allora l’occasione per fare un salto a Bargino, nel cuore del Chianti classico, e dare un’occhiata alla nuova opera site specific della collezione permanente della famiglia dei Marchesi Antinori: mecenati da generazioni, che nel 2012 hanno avviato l’Antinori Art Project con l’obiettivo di investire nelle arti visive del nostro tempo.
Il lavoro in questione è Clessidra di Giorgio Andreotta Calò (Venezia, 1979), una scultura in bronzo che riproduce in maniera speculare la “bricola”, il palo di legno usato per ormeggiare le barche a Venezia. “La clessidra sintetizza in una forma assoluta la corrosione costante di un legno piantato nell’acqua, soggetto al movimento verticale della marea”, spiega l’artista. “Quel legno ricalcato e poi fuso in bronzo si trasforma in materiale incorrutibile, quasi a sospendere e rivelare la fissità del tempo. Nelle clessidre, due elementi speculari sovrapposti rimandano al riflesso dell’acqua, che coincide per l’artista con l’atto del ‘riflettere’ pensare, trasferendo così la dimensione formale della scultura a quella concettuale”. Con la curatela di Ilaria Bonacossa, l’opera è stata destinata agli spazi monumentali della nuova cantina – parliamo dell’architettura firmata da Marco Casamonti nel 2012 – e posizionata vicino a grandi vetrate che funzionano da filtro tra la verticalità della scultura e l’orizzonte della natura circostante.

Giorgio Andreotta Calò, Clessidra (2015), ph. Nuvola Ravera

Giorgio Andreotta Calò, Clessidra (2015), ph. Nuvola Ravera

Vi avanza tempo? Dalle campagne del Chianti spostatevi a Siena, a Santa Maria della Scala, dove il 21 novembre, inaugura una delle tante mostre che quest’anno ricordano il centenario della nascita di Alberto Burri. Stavolta il pretesto è il rapporto tra il maestro dell’informale italiano e lo storico dell’arte Cesare Brandi. A Prato, invece, negli spazi di Officina Giovani il collettivo Trial Version, la critica e curatrice slovena Špela Zidar, assieme a Pietro Gaglianò, presentano il lavoro di 13 giovani artisti che hanno, o hanno avuto, un legame con la città di Firenze. Dai fiorentini di nascita ma residenti all’estero, ad artisti stranieri ma fiorentini di adozione o, ancora, ad artisti italiani che hanno scelto la città per motivi di studio o di lavoro. Oppure l’alternativa è Lucca e l’edizione 2015 del Photolux Festival, la Biennale internazionale di fotografia, in programma dal 21 novembre, con 26 mostre in tutto sul tema – se ne è parlato molto in questi giorni, per le polemiche legate all’opera di Andres Serrano da molti ritenuta blasfema – Sacro e Profano.

Marta Pettinau

Antinori Art Project presenta una nuova opera permanente di Giorgio Andreotta Calò
Antinori nel Chianti Classico
Via Cassia per Siena, 133 Località Bargino, San Casciano Val di Pesa (FI)
www.antinorichianticlassico.it
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Brandi e Burri un’amicizia informale
Dal 21 novembre 2015 al 31 gennaio 2016
Santa Maria della Scala
Piazza Del Duomo 2, Siena
www.santamariadellascala.com
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Vitrine
Dal 20 novembre al 6 dicembre 2015
Officina Giovani
Piazza Macelli 4, Prato
trialversionproject.com
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Photolux Festival
Dal 21 novembre al 13 dicembre 2015
Real Collegio
Piazza del Collegio, Lucca
www.photoluxfestival.it

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  • Una precisazione, non di carattere grammaticale che non c’è nè da fare e che non mi importa assolutamente, ma di carattere d’uso : la bricola è il palo che segnala e delimita i canali di navigazione lagunare, un pò come i paracarri per la strada.

  • Whitehouse Blog

    Interessante aver scelto un ‘opera di un artista che definisce l’Italia una pozzanghera. Forse si confondeva con Venezia, o il palo corroso è una scelta sarcastica….chissà