Hauser & Wirth si espande a Los Angeles e trova un nuovo partner: il curatore ex MOCA Paul Schimmel. Prima mostra a marzo 2016 con artiste che hanno rivoluzionato la scultura

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Hauser Wirth & Schimmel, Los Angeles

Hauser Wirth & Schimmel, Los Angeles

Più che una semplice galleria, una multinazionale del contemporaneo, Hauser & Wirth è pronta a conquistare la West Coast: dopo Zurigo, Londra, Bruton e New York – dove nel 2018 sarà inaugurato il nuovo quartier generale – la galleria fondata in Svizzera nel 1992 dai collezionisti Ursula Hauser ed Iwan Wirth, apre il suo primo spazio in California, nel cuore del Los Angeles Arts District. Ma stavolta si cerca un partner. E lo trova in Paul Schimmel, capo curatore del MOCA sino al 2012. La corazzata Hauser Wirth & Schimmel farà il suo esordio il prossimo anno in un complesso di edifici del tardo Ottocento e dei primi del Novecento: oltre 9 mila metri quadri ristrutturati da Annabelle Selldorf dello studio Selldorf Architects, che ha già lavorato a tutti gli spazi della galleria sparsi per il globo.
La mostra inaugurale sarà Revolution in the Making: Abstract Sculpture by Women, 1947-2016, in programma dal 13 marzo al 4 settembre 2016: un’esposizione ambiziosa, ricercata, di spessore museale, con quasi 100 opere realizzate da 34 artiste donne negli ultimi 70 anni, dal secondo dopoguerra ad oggi. Le trasformazioni del linguaggio plastico, l’evoluzione dell’approccio dell’artista alla materia, e la rottura senza ritorno con la scultura da piedistallo sono i temi attorno a cui si costruisce l’intero progetto espositivo. Un survey della scultura negli ultimi 70 anni, dalla prospettiva di quelle donne che hanno formulato nuove regole e dilatato la definizione stessa di questa forma d’arte a tre dimensioni: da Louise Bourgeois a Eva Hesse, da Lygia Pape a Yayoi Kusama, da Marisa Merz a Louise Nevelson. Paul Schimmel si è lasciato ispirare dalla collezione personale di Ursula Hauser: “Provengo dal mondo dei musei, dove è sempre meglio iniziare con quello che c’è in una collezione”. Ma pare che la mostra includerà anche diversi lavori in prestito da quasi 60 tra musei e collezioni private, nonché sculture site specific, appositamente commissionate per la mostra.

– Marta Pettinau

www.hauserwirth.com

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