Una galleria dedicata solo alla performance. Apre a Madrid La Juan Gallery, tra teatro e arte contemporanea. E un obiettivo: dimostrare che si può vivere fuori dal mercato

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La Juan Gallery, Madrid

La Juan Gallery, Madrid

Se New York ha lo storico The Kitchen, Londra gli spazi nuovi di zecca di The Tanks alla Tate Modern, Madrid può ora contare sulla sua prima art gallery interamente dedicata alle arti performative. Nel barrio multietnico di Lavapiés, antico ghetto ebraico nel centro della capitale iberica, da qualche settimana, fa capolino La Juan Gallery, al posto di uno dei tanti negozi all’ingrosso della Chinatown madrilena. I due fondatori, il drammaturgo Juan Gómez Alemán e il video artist e performer Álex de la Croix, raccontano che l’idea era di mettere in piedi uno spazio d’incontro tra la gente comune e il genere della performance; non quella cruda, esposta e violenta alla Angélica Liddell – spiegano – ma più vicina alle arti sceniche che usano il gioco, il riso e l’irriverenza come mezzo espressivo.
Abbiamo ricevuto mail da persone che ci chiedono mille euro per uno stand in una fiera. Evidentemente non hanno capito quello che facciamo. Vogliamo mettere in discussione il collezionismo e il mercato. Non siamo qui per fare affari”, continuano. E quindi, come intendono sopravvivere? Innanzitutto facendo pagare un biglietto per le performance e gli spettacoli in programma nel loro spazio. E poi puntano a coinvolgere sempre nuovi artisti e un pubblico ampio e, ad aiutarli in questo, sarà la grande vetrina che si apre sulla strada e che già ha suscitato l’interesse della gente del quartiere, da cui pare abbiano ricevuto un’ottima accoglienza. L’obiettivo a lungo termine è invece uscire dagli spazi della galleria e portare le performance in altri luoghi della città. Intanto, per conoscere i prossimi appuntamenti, date uno sguardo al sito web della galleria…

– Marta Pettinau

lajuangallery.com

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