Arte contemporanea in una chiesa del Quattrocento colpita dalle bombe. Accade a Bristol. Con un nuovo spettacolare progetto di Theaster Gates

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Installation shot, Theaster Gates' Sanctum, photo Max McClure

Installation shot, Theaster Gates’ Sanctum, photo Max McClure

TRA LUOGHI DI CULTO E ROVINE URBANE
All’ultima Documenta, nel 2012, aveva lavorato tra le pareti della Huguenot House, la storica casa degli ugonotti di Kassel, distrutta dalle bombe durante la seconda guerra mondale e abbandonata a partire dagli anni Settanta. Qui, Theaster Gates, aveva attivato dei processi di riconversione e rigenerazione, ricostruendo insieme ad altri artisti molte delle stanze fatiscenti, per farne luoghi di ritrovo, di vita, di lavoro, di performance. Una pratica ricorrente nel suo lavoro di artista, musicista, performer, mediatore sociale, studioso dei processi urbani.
Così come ricorrente è la sua attenzione per il mondo della spiritualità e delle comunità religiose, con i luoghi di culto a funzionare, nel suo immaginario, come templi della conoscenza e dell’emotività in cui le comunità stesse – attraverso la musica, la preghiera, il rito, le narrazioni bibliche – sviluppano profonde dinamiche socio-culturali. Tra magia, condivisone e tepore umano.

Portrait, Theaster Gates, Max McClure

Portrait, Theaster Gates, Max McClure

UN’ARCHITETURA EFFIMERA A BRISTOL. MUSICA E ARTE IN UNA CHIESA BOMBARDATA
Così è accaduto ad esempio a Bristol, dove, fino al prossimo 21 novembre, un progetto di Gates – dal titolo “Sanctum” – ha cambiato volto a una chiesa locale del Quattrocento: fra le rovine esterne, colpite dalla bombe, l’artista ha installato una struttura temporanea, costruita assemblando reperti di spazi di lavoro e di culto dismessi, sparsi per la città. Pensata quasi come una chiesa nella chiesa, un teatro di liturgie profane, la nuova architettura effimera diventa un fulcro vivo e momentaneo, pronto ad accogliere i cittadini e a generare relazioni, forme rituali, processi, occasioni.
Per 552 ore di fila centinaia di artisti musicisti, vocalist, poeti, narratori di Bristol stanno abitando questo spazio vestendolo di frequenze sonore continue, trovando nella musica, ancora una volta, un potentissimo canale per generare connessioni fra le persone, sulla via del sacro.
La struttura è realizzata con legno, mattoni, porte e infissi recuperati da ex case georgiane locali, mentre la pavimentazione è stata messa su utilizzando le porte di un’ex fabbrica di cioccolato di Greenbank. “Sanctum”, ha spiegato l’artista, “è una collaborazione con i materiali della città, gli amministratori della città, artisti e musicisti della città, per impegnarsi in un lavoro di riqualificazione e per amplificare le voci inascoltate della città”.

– Helga Marsala

www.sanctumbristol.com

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