Adeguare il Sistema Cultura italiano allo sviluppo tecnologico. Ecco di cosa si è parlato a Roma al Congresso Nazionale Musei, Archivi e Biblioteche

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Biblioteca Centro Cultura Nembro

Professionisti dei Beni Culturali protagonisti del secondo Congresso Nazionale MAB – Musei, Archivi e Biblioteche, tenutosi nei giorni scorsi a Roma alla Biblioteca Nazionale Centrale. Ricco il programma di dibattiti, incontri e conferenze organizzate dalle Associazioni rappresentative di Musei, come l’ICOM, Archivi, come l’ANAI e Biblioteche, con l’AIB. Per rinsaldare l’identità degli operatori, professionisti del patrimonio culturale, e rilanciare i sistemi culturali a livello nazionale, il congresso, sostenuto anche dal Ministero dei Beni Culturali, ha schierato, tra i relatori, i presidenti delle principali associazioni del settore, il Presidente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione, l’Onorevole Flavia Nardelli, il Direttore Generale Biblioteche e Istituti Culturali MiBACT, Rosanna Rummo e Vito Lattanzi, in rappresentanza del Direttore Generale Musei, Ugo Soragni.
Di cosa si è parlato? Tra i diversi temi affrontati, l’obiettivo primario era quello di tentare di ricucire le fondamenta del sistema culturale, diversificato e ormai smembrato tra le professionalità più disparate. Per questo, tra le proposte avanzate si è discussa l’idea di creare un sistema per garantire l’alta professionalità e adeguarsi allo sviluppo tecnologico, in continua crescita. Nuove modalità di fruizione che devono ancora essere studiate per tramandare alle generazioni future il nostro patrimonio culturale e per creare dei processi condivisi per un mondo migliore.

Annaida Mari

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