80 milioni di fondi pubblici per un museo? Accade in Germania, dove per la ristrutturazione dell’Haus der Kunst di Monaco lo Stato interviene generosamente  

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Haus der kunst

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La cultura come arma strategica, risorsa primaria, strumento di progresso e coesione sociale. Cultura che si traduce in investimento, non in spesa. Accade in quei Paesi avvezzi ad affinare una visione, a guardare un po’ più in là dell’immediato guadagno e delle scommesse facili. Paesi che si pensano a partire dalla fondamenta e in direzione del futuro. Vedi la Germania. Che in cultura negli ultimi decenni ha investito parecchio e con intelligenza. E che continua a farlo.
Ecco dunque che un museo statale l’Haus der Kunst di Monaco, diretto da Okwui Enwezor, si ritrovi all’improvviso con ben 20 milioni di euro in cassaforte. Un “regalo” del Ministero dell’Istruzione, della Scienza e delle Arti, in occasione dell’imminente ristrutturazione dell’edificio, risalente al 1937, anno di apertura dell’istituzione, voluta da Adolf Hitler in pieno regime nazista. Uno spazio che nei decenni ha avuto diverse evoluzioni, ospitando fino al ’44 la celebre rassegna “Grosse Deutsche Kunstausstellung “, occpato dagli ufficiali dell’esercito USA dal 1945 al 1955,  utilizzato come sala espositiva degli anni ‘50 fino alla fine degli ’80 e diventano nel 1990 un museo strutturato, dedicato alla modernità. Nel 2003 la virata quasi esclusiva verso l’arte contemporanea.

Haus der kunst

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La cifra stanziata oggi si aggiunge ai 58 milioni già promessi dal governo bavarese nel 2012: un totale di 78 milioni di finanziamenti pubblici, con cui lo Stato ribadisce ruolo e prestigio di uno storico spazio come questo, ma anche dei musei in generale, dell’arte e del sistema culturale nazionale.
A nome di tutto lo staff di Haus der Kunst“, ha dichiarato Enwezor, “sono immensamente grato alla commissione di bilancio del Bundestag tedesco per questo audace gesto di sostegno rivolto al museo. Questo afferma e rafforza la nostra missione principale, che è quella di servire il pubblico vecchio e nuovo e di fornire loro un forum vivace e forte per accedere all’arte e alle idee di diverse generazioni di artisti contemporanei”.
A occuparsi dei lavori di ristrutturazione sarà lo studio di David Chipperfield, tra i più pagati ed apprezzati al mondo. Alla base la volontà di creare un sistema unico, un centro polivalente ed integrato in cui si incrocino arte, cultura e progetti creativi, dando spazio ad incontri, conversazioni, formazione, ricerca. E in cui attecchiscano nuovo lavoro, nove competenze, nuova consapevolezza collettiva. 

– Helga Marsala

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