Vienna Design Week. Disegno e progettazione culturale

Anche quest'anno la Design Week di Vienna ha invaso la città con le sue sedie gialle, simbolo della manifestazione e richiamo di molteplici eventi diffusi in tutta la città. Vi raccontiamo com’è andata.

Print pagePDF pageEmail page

Vienna Design Week 2015 - Stadtarbeit - photo © Kollektiv Fischka - Kramar

Vienna Design Week 2015 – Stadtarbeit – photo © Kollektiv Fischka – Kramar

IL DECIMO DISTRETTO VIENNESE
Piattaforma e vetrina per il design: in collaborazione con musei, imprese viennesi e designer provenienti da tutto il mondo, l’edizione 2015 della Vienna Design Week ha fatto convergere  approcci eterogenei al design, sottolineando come quest’ultimo sia molto più di un oggetto progettato, bensì una parte sempre più essenziale della produzione culturale. “Il successo è dimostrato non solo nel numero sempre crescente di visitatori, ma anche nelle dichiarazioni di designer internazionali, che considerano il formato ‘Passionswege’ (‘Sentieri di passione’) un trampolino di lancio per la loro carriera“, come sottolinea la direttrice Lilli Hollein.
Il quartier generale scelto per questa edizione è stato Margareten, X distretto di Vienna, un quartiere di estrazione operaia che sta vivendo un nuovo sviluppo urbanistico e culturale grazie ad esempio al complesso della Brotfabrick, fabbrica del pane, che ospita gallerie d’arte, studi per artisti e designer.

Vienna Design Week 2015 - Brotfabrik - photo © Kollektiv Fischka - Kramar

Vienna Design Week 2015 – Brotfabrik – photo © Kollektiv Fischka – Kramar

FRANCIA E AUSTRIA
La Brotfabrik è stata scelta come headquarter della manifestazione e in settimana sono stati presentati progetti internazionali con un focus particolare su Polonia e Francia, quest’ultimo Paese ospite dell’edizione 2015. All’interno del format Passionswege, la designer francese Marlène Huissoud ha presentato nella vicina Wiener Essig Brauerei, una fabbrica dell’aceto, un tavolo che deriva dal riuso di materiali di scarto della stessa fabbrica. Interessante anche il progetto presentato da Lauerline Galliot, che ha reinterpretato i modelli dell’Art Nouveau della storica manifattura tessile Backhausen realizzando nuove stampe, in dialogo con i grandi maestri del passato quali Koloman Moser e Otto Wagner.
Design contemporanei francesi e austriaci hanno invece rivisitato oggetti tipici dei due Paesi attraverso il progetto Objet Détourné. Il tipico bicchiere Duralex della tradizione francese è stato reinterpretato dal designer austriaco Pohancenik, che l’ha trasformato in un bicchiere da vino più elegante rispetto al suo uso tradizionale nelle mense francesi.

LA COMPONENTE SOCIALE CHE NON PUÒ MANCARE
Anche quest’anno il format Stadtarbeit ha dato la possibilità a vari designer di presentare i loro progetti di design sociale – in collaborazione, tra gli altri, con la Caritas di Vienna –, sviluppandoli durante il festival e facendoli valutare da una giuria. Tra questi anche Da dove vengono i mattoni?, che narra la storia del quartiere industriale di Margareten, indagandone l’identità contemporanea.

Giorgia Losio

www.viennadesignweek.at

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community