Videointervista al ministro Dario Franceschini: “Comunicazione, web e social network sono elementi chiave anche per arte e cultura. Spazio alle giovani startup italiane”

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Il ministro Dario Franceschini

Il ministro Dario Franceschini

La collaborazione tra La Biennale di Venezia e Google Cultural Institute conferma quanto la tecnologia sia una grande alleata della valorizzazione del patrimonio culturale. È innegabile l’importanza delle innovazioni tecnologiche per amplificare i messaggi culturali, creare nuove modalità di fruizione, abbattere le distanze e favorire il dialogo”. Vi abbiamo raccontato ieri – dando la parola al presidente Paolo Baratta – dell’accordo Biennale-Google: che il Ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini, ospite della presentazione al Collegio Romano, commentava con queste parole.

Ma l’occasione ha fornito poi lo spunto all’innegabilmente iperdinamico capo del Mibact per focalizzare la propria idea sul tema delle tecnologie applicate a beni culturali, patrimonio e valorizzazione: “è miope pensare che che vede un dipinto su internet, poi non va a vederlo dal vero. Al contrario, ne è invogliato: per questo abbiamo agevolato l’utilizzo delle immagini nella comunicazione. I nostri primi passi su questi fronti? Vogliamo aprirci alla tante giovani startup italiane che lavorano su beni culturali e tecnologie”. Concetti che Franceschini argomenta nell’intervista esclusiva ad Artribune

Massimo Mattioli

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    Il punto non è quello che succederà ma quello che è successo e sta già succedendo. Ossia vedere le opere su documentazioni, internet e portfolio. Cosa significa conoscere? Molte persone conoscono l’11 settembre, lo hanno visto ma non lo hanno vissuto dal vivo. Spesso si “conosce” meglio una data opera guardandola nella documentazione. In ogni caso si tratta di prenderne atto, non di dire quale cosa sia migliore.