Tanta arte al Robot Festival di Bologna. Pezzi forti? Luca Pozzi con una performance in una chiesa e IOCOSE con un video. Tutti a tema Accelerazionismo

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Luca Pozzi, One Church One Column

Luca Pozzi, One Church One Column

L’ottava edizione di Robot Festival, la manifestazione dedicata alla musica elettronica e alle arti digitali che dal 7 al 10 ottobre anima la città di Bologna, stupisce ancora una volta in quanto propone, oltre alla densa line up musicale, anche tre sezioni legate ai linguaggi artistici contemporanei, che di fatto rappresentano la spina dorsale del festival e ne sottolineano l’eccellenza.
Alle oltre 60 proposte musicali del cartellone di Robot festival, divenuto ormai un punto di riferimento in Italia nell’ambito del digital, sono stati così affiancati più di 25 progetti artistici, che spaziano dalle performance audio visiva all’installazione: tra queste spicca quella di stampo elettromagnetico targata One Church One Column e firmata dall’artista italiano Luca Pozzi. Esposto fra le mura della Cappella di Santa Maria dei Carcerati in Piazza Maggiore, nel cuore di Bologna, il progetto si compone di una spugna luminescente che lievita su un basamento ottagonale: questo tipo di performance di fatto si allinea perfettamente con il tema dell’attuale edizione del festival, il cosiddetto Accellerazionismo, un concetto tanto eterogeneo quanto la realtà che si propone di riflettere, nonché rispetto alla nebulosa di discorsi che vi si riferiscono – tra cui quello filosofico, politico, tecnologico, massmediologico e artistico-musicale – e in questo senso una sua piena comprensione non può prescindere dalle parole di coloro che l’hanno saputo individuare, interpretare ed esprimere.
A tal proposito il consueto concorso call4roBOt promosso dal festival, è stato pensato quest’anno per scovare opere inedite legate alla teoria dell’accelerazionismo in ambito artistico-digitale. Tra i progetti più vicini a questa corrente – che tocca tanto i settori della politica e della filosofia quanto quelli della musica e della cultura – si trova Spinning The Planet del collettivo IOCOSE, non nuovo al bando call4roBOt: l’istallazione video cerca di immaginare (e per certi versi persino proporre) un’accelerazione – per l’appunto – del moto terrestre, nel tentativo di andare “più veloci verso il futuro, vero l’evoluzione dell’umanità, verso un ignoto difficile, inquietante, bizzarro da prevedere”, dove pessimismo e ottimismo si fondono fra loro, si legge nella presentazione del progetto, visibile ancora sabato alle ore 19.30 presso il Palazzo Re Renzo, nel cuore di Bologna nonché quartier generale della manifestazione.

Luca Gorini

www.robotfestival.it

 

Spinning The Planet, del collettivo IOCOSE

Spinning The Planet, del collettivo IOCOSE

 

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