Stati Generali della Cultura 2015. Verso un mecenatismo 2.0? All’Auditorium della Conciliazione di Roma ne parlano i direttori dei musei italiani: ecco cosa si è detto

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Giovanna Melandri

Giovanna Melandri

Impressioni dagli Stati Generali della Cultura 2015, in corso a Roma all’Auditorium della Conciliazione. Al centro del primo dibattito il patrimonio artistico italiano come risorsa mancata, soprattutto se messa in rapporto alla difficile burocrazia pubblica sottintesa al mecenatismo privato. Ospiti alcuni nuovi direttori di musei italiani e un rappresentante dei Musei Vaticani, che hanno dibattuto circa i modelli di gestione di un museo oggi. Gabriella Belli (Musei Civici di Venezia) ha parlato dell’incentivo fiscale Art Bonus come un invito a cambiare una modalità ormai non a passo con le altre realtà museali straniere, James Bradburne (Pinacoteca di Brera) ha insistito sul coinvolgimento del privato, al quale bisogna comunque dare voce e importanza senza mai scendere nella sbagliata operazione di marketing.
Anche Flaminia Gennari Santori (Gallerie Nazionali di Arte Antica Roma) ha auspicato una maggiore autonomia per i mecenati privati, “con i quali fare progetti strategici pluriennali”. Ha inoltre sostenuto la mancanza di aggiornamento e competenze degli staff dei nostri musei, così come bisogna valorizzare alcune forze già esistenti, ricordando i numerosi storici dell’arte che lavorano nei musei con la qualifica di custode. Giovanna Melandri (MAXXI) ha portato l’esempio di Enel, primo socio privato da poco entrato nella fondazione del suo museo, mentre Paolo Nicolini (Consigliere Delegato Settori amministrativo-gestionali Musei Vaticani) ha parlato del modello vaticano, riaffermando quanto la gestione di un museo debba essere oggi il collaborativo incontro delle competenze tecnico-scientifiche e quelle manageriali.

Calogero Pirrera

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