Per un’idea di libertà. Fra scienza, storia e arte contemporanea. Pietro Ruffo al MAMbo

Una mostra promossa dalla Fondazione Golinelli e ospitata dal MAMbo di Bologna, che affronta il tema universale della libertà, fra riflessioni scientifiche, connessioni storiche, analisi sociali. Quattro degli artisti selezionati si raccontano, in quattro pillole video. Dopo, Una mostra promossa dalla Fondazione Golinelli e ospitata dal MAMbo di Bologna, che affronta il tema universale della libertà, fra riflessioni scientifiche, connessioni storiche, analisi sociali. Quattro degli artisti selezionati si raccontano, in quattro pillole video. Dopo Igor Grubić, Pietro Ruffo

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L’artista è come se fosse uno scienziato puro, come se scrivesse un’equazione, che però nessuno capisce . E forse non capisce bene neanche lui dove vuole arrivare. Poi magari, nei decenni,  questa equazione – utilizzata da altri – può diventare qualcos’altro”.  Discute del ruolo dell’artista Pietro Ruffo, inquadrandolo in un discorso storico, politico e filosofico. L’occasione è la mostra collettiva  “Gradi di libertà”, promossa dalla Fondazione Golinelli e in collaborazione con il MAMbo di Bologna e dedicata al rapporto fra arte e scienza, indagando il tema immenso e immortale della libertà. Ed ecco, in questo caso, che i due piani si incrociano nelle parole di Ruffo: essere liberi, per un artista, significa poter sviluppare “dei soggetti che non devono per forza avere una risposta immediata a un fine ultimo”.

Pietro Ruffo, I traditori della libertà (Hegel)

Pietro Ruffo, I traditori della libertà (Hegel)

In mostra una serie candida di ritratti, bianco su bianco, per un viaggio simbolico à rebours, fino alla Rivoluzione francese. Si tratta di  Helvétius, Rousseau, Fichte, Hegel, Saint-Simon, de Maistre, ovvero “I traditori della libertà”, così come li aveva definiti il filosofo Isaiah Berlin nel suo saggio Due concetti di libertà (1958). Realizzati con matita e intaglio su carta, i volti sono sormontati da distese di libellule, un plotone in volo che punta, ordinatamente, verso una medesima direzione. Evocando la caducità dell’esistenza e la persistenza di un unico, immutabile obiettivo: la libertà stessa.
Il progetto è curato da Cristiana Perrella e Giovanni Carrada. Insieme a Ruffo espongono le loro opere Halil Altindere, Vanessa Beecroft, Cao Fei, Igor Grubić, Susan Hiller, Tehching Hsieh, Dr. Lakra, Ryan McGinley, Pietro Ruffo, Bob and Roberta Smith, Ryan Trecartin, Nasan Tur.

www.artescienzaeconoscenza.it
www.mambo-bologna.org

 

 

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