Noi siamo la nostra spazzatura. Alla Triennale di Milano la scioccante installazione di Francesca Leone: ecco le immagini

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Francesca Leone, Our Trash

Francesca Leone, Our Trash

Nei volumi cubici dell’Impluvium, le grate che compongono l’installazione totale Our trash si presentano come frammenti centrati, eleganti e immanenti, di un anti-ecosistema, che avvicina l’occhio ai filtri di raccoglimento di molteplici tipologie di rifiuti urbani. Siamo alla Triennale di Milano, i temi che aleggiano sono quelli sempre attuali dell’ambiente e della sostenibilità: ed i protagonisti portano nomi di prestigio. A cominciare dall’artista, la romana Francesca Leone, figlia del grande regista Sergio, fino ai sostenitori del progetto, Robert F. Kennedy Human Rights Europe e FondazioneNY.
Nell’arco dei dieci giorni dell’esposizione chiunque, gratuitamente, potrà tanto riappropriarsi del tempo di osservazione di quel che le città raccolgono, quanto camminare sulle diciannove grate, grazie ad un complesso sistema di teche in plexiglas, osservando mozziconi di sigarette, residui di plastica, vecchie fototessere e scontrini accartocciati, posti a sigillo di ieratiche griglie in acciaio. Un’installazione realizzata con il contributo inconsapevole di centinaia di persone che hanno sparso per le strade rifiuti e oggetti; dalle fessure delle grate emergono le testimonianze del loro passaggio, tra sassi, carta, chiavi, rifiuti e monete che posti in ostensione si trasformano in racconti dimenticati della quotidianità cittadina, un’antologia di quel che deve essere e non può essere eliminato. Curiosi? C’è tempo fino al 18 ottobre, intanto noi vi raccontiamo tutto con la fotogallery…

Ginevra Bria

 

 

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  • Dylett

    L’ho vista ieri è una cagata pazzesca. Gli artisti sono un’altra COSA .già visto scontato penosa installazione