Nasreen Mohamedi. Astrattismo lirico a Madrid

Museo Reina Sofía, Madrid – fino all’11 gennaio 2016. Inaugura la stagione espositiva dell’istituzione spagnola un’ampia retrospettiva di Nasreen Mohamedi, artista indiana scomparsa nel 1990. Per avvicinare il grande pubblico a una figura poco nota dell’astrattismo lirico di matrice asiatica. Una mostra co-prodotta con il Metropolitan di New York, che in primavera inaugurerà con il medesimo allestimento la sua nuova sede dedicata all’arte contemporanea.

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Nasreen Mohamedi – L’attesa fa parte di una vita intensa - veduta della mostra presso il Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Nasreen Mohamedi – L’attesa fa parte di una vita intensa – veduta della mostra presso il Museo Reina Sofía, Madrid 2015

UNA RISCOPERTA DALL’INDIA
Scoperta solo da una quindicina d’anni dalla critica internazionale – con il “debutto” postumo a Documenta nel 2007 – Nasreen Mohamedi (Karachi, 1937 – Vadodara, 1900) resta tutt’oggi un’interprete in gran parte enigmatica ed elusiva, soprattutto perché non ha mai teorizzato la sua opera né ha mai parlato in pubblico del suo lavoro.
Lo sforzo di riunire per la prima volta 216 lavori dell’artista indiana – per la maggior parte disegni su tinta e grafite, molti acquerelli, ma anche un numero esiguo di oli e di collage, oltre alle bellissime fotografie e alle poche ed enigmatiche pagine dei suoi diari – ha lo scopo di ordinare in maniera cronologica il percorso costruttivo della sua arte, per tentare di chiarirne i significati e le scelte.

CHI ERA NASREEN MOHAMEDI
Nata in India nel 1937 – dove ha vissuto fino alla morte a 53 anni, a causa di una grave malattia degenerativa – Mohamedi si è formata in Europa (a Londra e a Parigi) nel contesto stimolante delle avanguardie dell’epoca. Una volta rientrata in India, alla fine degli Anni Cinquanta a Bombay, si è chiusa in solitudine, lontano dalle correnti dominanti, alla ricerca di una propria matrice espressiva.
Dopo i primi tentativi che s’ispirano a un’estetica vagamente figurativa, con l’uso del colore e di acquerelli con sfumature naturali, via via l’artista si orienta sempre più verso le forme geometriche, creando una visione personale dell’astrazione che elimina qualsiasi riferimento all’ornamento e alla natura.
Già negli Anni Settanta produce lavori di medio e piccolo formato che privilegiano la delicatezza del supporto cartaceo, l’alternanza basica tra bianco e nero e sviluppano linee geometriche nitide, semplici e ripetitive.

Nasreen Mohamedi – L’attesa fa parte di una vita intensa - veduta della mostra presso il Museo Reina Sofía, Madrid 2015

Nasreen Mohamedi – L’attesa fa parte di una vita intensa – veduta della mostra presso il Museo Reina Sofía, Madrid 2015

INFLUENZE RUSSE E INDIANA
L’uso della geometria e delle monotone quadrettature risente forse dell’influenza delle avanguardie russe di Mondrian e Malevic, ma ha radici anche nella tradizione mistica orientale e nell’architettura dei templi indiani.
Ma le sue linee astratte, per quanto ripetitive e prime di apparenti riferimenti alla realtà, non risultano mai fredde e statiche. Anzi, il lavoro di Nasreen, visto anche attraverso le stupende immagini fotografiche da lei stesse scattate come studi preparatori – e mai esposte prima d’ora al pubblico – svela una ricerca minuziosa di un linguaggio grafico che esprima al meglio il senso dello spazio e dell’alternanza tra luci ed ombre, perfettamente esemplificato nei cartoncini in bianco e nero degli ultimi anni.
Per la realizzazione della mostra, fondamentali sono stati anche la collaborazione del Kiran Nadar Museum of Art di New Delhi, fondazione privata che possiede la maggior parte del fondo Mohamedi, e l’apporto di materiale proveniente dalla famiglia dell’artista, presente numerosa all’inaugurazione della mostra a Madrid.

Federica Lonati

Madrid // fino all’11 gennaio 2016
Nasreen Mohamedi – L’attesa fa parte di una vita intensa
a cura di Roobina Karode
MUSEO REINA SOFIA
Santa Isabel 52
www.museoreinasofia.es

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