Fulvio Bianconi. Il giocoliere del vetro

Fondazione Giorgio Cini, Venezia – fino al 10 gennaio 2016. Prosegue il lungo racconto espositivo dedicato alle grandi firme della vetreria Venini. Stavolta la parola passa a Fulvio Bianconi, estroso e divertito interprete dell’arte muranese per eccellenza.

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Fulvio Bianconi, Vasi-Fazzoletto in vetro incamiciato 1949-50, photo Enrico Fiorese

Fulvio Bianconi, Vasi-Fazzoletto in vetro incamiciato 1949-50, photo Enrico Fiorese

LE STANZE DEL VETRO: UN PROGETTO VINCENTE
Quarto appuntamento con la fortunata rassegna ospitata dall’Isola di San Giorgio Maggiore a Venezia e organizzata da Le Stanze del Vetro, progetto congiunto della Fondazione Giorgio Cini e di Pentagram Stiftung per valorizzare la produzione vetraria novecentesca e contemporanea.
Stavolta tocca a Fulvio Bianconi (Padova, 1915 – Milano, 1996) inaugurare l’esposizione autunnale intitolata, come di consueto, a uno dei celebri collaboratori della vetreria Venini durante il secolo scorso. Illustratore, grafico, disegnatore e caricaturista, il padovano Bianconi raggiunse Murano nel 1946, dando il via a una proficuo, sebbene intermittente, legame professionale con la famosissima vetreria dell’isola. Unito a Paolo Venini da un forte rapporto di stima reciproca, Bianconi divenne ben presto uno dei creativi di punta dell’azienda, aggiungendo alla sua produzione una gamma di modelli poi diventati icone del marchio.
Le oltre trecento opere esposte – recuperate grazie a documenti inediti e alla disponibilità di collezionisti e istituzioni internazionali – sembrano trattenere nella fragile concretezza del vetro tutta la giocosa e innovativa creatività del loro ideatore. Animato da un’instancabile voglia di sperimentare, Bianconi seppe calibrare estro, talento e tecnica senza mai forzare i limiti di una materia esigente come il vetro, ma esaltandone il carattere.

Fulvio Bianconi, figurine della Commedia dell'arte, 1948, photo Enrico Fiorese

Fulvio Bianconi, figurine della Commedia dell’arte, 1948, photo Enrico Fiorese

BIANCONI: GIOCO, INNOVAZIONE E TECNICA
Gli ipnotici vasi fazzoletto, realizzati a partire dal 1949, contengono e anticipano le future evoluzioni stilistiche del maestro: il colore e il movimento rappresenteranno un tratto distintivo dell’arte di Bianconi per tutta la sua carriera. La passione per la policromia, alternata con equilibrio a serie monocrome, risuona nei Pezzati così come negli splendidi vetri a fasce orizzontali e a fasce verticali degli Anni Cinquanta – illuminati ad hoc dal curatore Marino Barovier.
Anche la vena ludica non abbandonò mai l’approccio di Bianconi all’arte vetraria e la famosa serie delle Maschere italiane presentata alla Biennale del 1948 lo dimostra. Ispirate alla Commedia dell’Arte, piccole figure policrome simboleggiano l’abitante-tipo di ciascuna regione della penisola, frutto di grande ironia e profonda conoscenza della tecnica muranese.
Il fervido immaginario dell’artista fa capolino sia nella gamma di soggetti raffigurati – dagli animali fantastici alle sirene – sia nella grande libertà con cui padroneggiava – e faceva evolvere – la pratica vetraria, sperimentando procedimenti complessi come l’incalmo per ottenere inimitabili fasce cromatiche. A riprova che non sempre la leggerezza è una questione di superficie.

Arianna Testino

Venezia // fino al 10 gennaio 2016
Fulvio Bianconi alla Venini
a cura di Marino Barovier
Catalogo Skira
FONDAZIONE GIORGIO CINI – LE STANZE DEL VETRO

Isola di San Giorgio Maggiore
041 5230869
[email protected]
www.lestanzedelvetro.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46998/fulvio-bianconi-alla-venini/

 

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