Acqua Shock. Edward Burtynsky a Milano

Milano, Palazzo della Ragione – fino al 1° novembre 2015. Dopo otto anni di viaggi, ricerche e documentazioni, il lavoro del fotografo Edward Burtynsky arriva in Lombardia. Anzi, per la prima volta in Europa.

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Fuoriuscita di petrolio n. 2. Discover Enterprise, Golfo del Messico, USA 2012 © Edward Burtynsky - courtesy Admira, Milano

Fuoriuscita di petrolio n. 2. Discover Enterprise, Golfo del Messico, USA 2012 © Edward Burtynsky – courtesy Admira, Milano

NOI, I PARASSITI
Nella mostra Acqua Shock, la grande protagonista è l’acqua, elemento primario della vita e materia preziosa per la sopravvivenza. Ma, in qualche modo, i coprotagonisti di queste visioni siamo noi, i parassiti, le nostre società consumistiche costruite sull’abuso delle risorse naturali.
Edward Burtynsky (St. Catharines, 1955) mostra gli effetti delle nostre abitudini, e lo fa attraverso immagini potenti e poetiche, con una fascinazione per il sublime che riporta alle pitture paesaggistiche ottocentesche. I vasti scenari, gli orizzonti a perdita d’occhio, i disegni geometrici del terreno danno vita a composizioni di forme e colori quasi astratte, immagini che esortano alla contemplazione. Il catalogo edito da Contrasto, con le storie dei luoghi, le loro condizioni socio-politiche, i dati scientifici, gli studi con cui l’artista accompagna le foto, è parte integrante di un lavoro che mira a far comprendere l’entità del problema.

L’UOMO È ASSENTE MA DEVASTANTE
La mostra si apre in modo tragico con la serie sul disastro della piattaforma petrolifera britannica nel Golfo del Messico nel 2010. Si procede per gli spazi in penombra del Palazzo della Ragione attraverso sessanta foto divise in sette capitoli: Golfo del Messico, Devastazioni, Controllo, Agricoltura, Acquacoltura, Rive, Sorgenti.
Scopriamo i fiumi colorati di uno splendido azzurro a causa degli scarichi di fosforo, la più grande diga del mondo in Cina, le antiche cisterne a gradini in India, la depredazione del fiume Colorado in California, la coltura a pivot che disegna sul terreno cerchi concentrici in Texas.
Gli uomini non ci sono ma la loro presenza devastante è evidente, così come segni della voracità dello sfruttamento del pianeta.

Diga di Xiaolangdi n. 1. Fiume Giallo, Provincia di Henan, Cina 2011 © Edward Burtynsky - courtesy Admira, Milano

Diga di Xiaolangdi n. 1. Fiume Giallo, Provincia di Henan, Cina 2011 © Edward Burtynsky – courtesy Admira, Milano

IMMAGINI EFFICACI?
L’ultimo capitolo, Sorgenti, ci lascia con le visioni di paesaggio puro, in cui tutta la forza vitale, indomita, ancora incontaminata dell’acqua è catturata al suo sgorgare.
La mostra si conclude con il video Where do I stand?, che documenta lo sviluppo del progetto, reso possibile grazie all’utilizzo di sviluppate tecnologie, l’impiego di gru, droni ed elicotteri per riprese il cui punto di vista sembra “fuori dal mondo”. Il titolo implica una volontà di prendere posizione, che Burtynsky manifesta con quella che per lui è un’arte necessaria.
Rimane da vedere quanto l’innegabile bellezza delle immagini lavori a favore di una presa di coscienza o finisca per sospenderci in uno stato contemplativo di fascinazione per il reale.

Giulia Meloni

Milano // fino al 1° novembre 2015
Edward Burtynsky – Acqua Shock
a cura di Enrica Viganò
Catalogo Contrasto
PALAZZO DELLA RAGIONE
Piazza dei Mercanti 1
02 43353535
www.palazzodellaragionefotografia.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/46984/edward-burtynsky-acqua-shock/

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