DigitaLife 2015. Sotto il segno della Luminaria

Macro Testaccio, Roma – fino al 6 dicembre 2015. È intitolata “Luminaria” l’edizione 2015 di Digitalife, la mostra che storicamente accompagna alla Pelanda il festival Romaeuropa. Protagoniste, come sempre, le arti elettroniche.

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Digitalife 2015 - Pietro Pirelli, Idrofoni

Digitalife 2015 – Pietro Pirelli, Idrofoni

LA MACCHINA E L’UOMO: I RAPPORTI DI DISTENDONO
Quest’anno Digitalife propone una “festa della luce” o piuttosto un’occasione di verifica del rapporto luce/suono nelle arti elettroniche. Alcune strutture organizzative canadesi sponsorizzano la mostra, come Elektra, Conseil des Arts e altri.
Si inizia da una visione insieme ludica e minacciosa attraverso una “danza macabra” di Louis Philippe Demers e Bill Vorn, Inferno, dove gli spettatori vestiti (e di fatto gestiti) da strutture in plastica e acciaio seguono una serie di input dalla centrale e costringono il pubblico coinvolto a una danza ritmata da luci intermittenti, molto simile alle danze delle luci degli inizi del secolo scorso, ma anche con molti riferimenti alle esperienze del Bauhaus.
Una visione critica del rapporto uomo/macchina ma comunque più neutrale dei collage di ferro antropomorfici che si agitavano minacciosi e (realmente) pericolosi nel loro lavoro del 1996, una fantasia ispirata alla spietata guerra fra uomini e robot in Terminator.

GLI ALTRI, ANONIMI O ROBOTICI
La ricerca sulle possibilità di acquisire comportamenti e sensibilità umane nei robot viene chiamata kansei in Giappone, dove da anni viene sperimentata in una sfida che si rivela fra le più difficili.
Il Blind Robot di Louis Demers ha sensori e due braccia snodabili. Le mani meccaniche cercano il volto dello spettatore e lo memorizzano. Come ci ricorderanno? E altre installazioni interattive sono da ricordare, come Tourmente di Jean Dubois, che affronta il problema della folla (e della solitudine urbana) con un’installazione che presenta in vasti spazi dei videoritratti basati sull’immagine degli Altri, i passanti anonimi incrociati nelle strade, i volti qualunque segnati da cose che non sappiamo. Componendo un numero telefonico e soffiando poi nel ricettore vocale si ottiene una deformazione verso volti assurdi, né malinconici né allegri. Sconosciuti. I volti degli altri che non conosceremmo mai, qui come colpiti da una scarica elettrica che li espone al nostro sguardo e alla nostra conoscenza/giudizio.

Digitalife 2015 - Nicolas Bernier, Frequencies Light Quanta

Digitalife 2015 – Nicolas Bernier, Frequencies Light Quanta

ARTE PROGRAMMATA NEL XXI SECOLO
Ma le “luminarie” iniziano ora con una serie di opere che affrontano la problematica del suono/luce/forma come ai tempi dell’Arte Programmata, ma enormemente potenziata attraverso la ricaduta delle strategie digitali.
È una Scatola nera quella di Martin Messier, dove le oscillazioni sonore vengono trasformate in luce proiettata in una grande scatola di vetro piena di fumo, dove luce diventa struttura, immagine e suono come rapporto determinante della multimedialità creatasi attraverso il crossover dei linguaggi digitali, capaci di trasformarsi e fondersi attraverso un semplice contatto fra software diversi.
Frequencies Light Quanta di Nicolas Bernier cerca di misurare il quanto della meccanica quantistica suddividendo l’impatto della luce e del suono conseguente attraverso una serie di strati di cento sottili lastre di plastica. Pietro Pirelli (dello studio Agon), con gli Idrofoni, attiva e proietta onde luminose su forme circolari, sfere e altro. Le vibrazioni del rapporto fra gli elementi, la possibilità cangiante della luce e il suo ricomporsi come forma, materia, colore e suono pongono queste ricerche al centro della rassegna.

UNA EDIZIONE COERENTE
Rispetto alle precedenti edizioni, lo sviluppo delle interferenze fra linguaggi è consegnato al trinomio luce/movimento/suono in modi molto più precisi. Sotto attenzione è quindi la natura formante, sia nell’immagine che nel suono, nelle conseguenze di ogni forma comunicativa, oggi forse all’inizio, ma che domani diventeranno fondamentali per una descrizione del mondo espressivo e comunicativo.

Lorenzo Taiuti

Roma // fino al 6 dicembre 2015
Digitalife 2015 – Luminaria
MACRO TESTACCIO – LA PELANDA
Piazza Giustiniani 4
http://romaeuropa.net/digitalife-2015/

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/48571/digital-life-2015/

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  • Pino Barillà

    Ci vuole un luogo che permette all’artista di elaborare un superlinguaggio dell’arte.Oggi quello spazio espositivo non esiste.