London Updates: si aprono le danze della Frieze week. Ecco cosa propongono alcune gallerie italiane nell’intricato dedalo di Mayfair

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Gallerie italiane a Mayfair, Londra 2015 5

Pronti per la settimana dell’arte londinese dominata dalla Frieze Art Fair? Noi ve la racconteremo nei dettagli dei diversi eventi: intanto siamo andati a fare un giro per Mayfair, a vedere come bolle nella pentola di qualche galleria italiana. Dopo Lugano Cortesi Gallery presenta per la prima volta al pubblico anglosassone l’artista italiana Grazia Varisco, con la mostra personale if… curata da Michele Robecchi. Insieme a Giovanni Anceschi, Gianni Colombo, Davide Boriani e Gabriele De Vecchi, Varisco è stata protagonista del Gruppo T, collettivo d’arte cinetica italiana nato nel 1959. Focalizzando la sua ricerca su movimento e percezione, oltre che sull’equilibrio, in tutti i suoi lavori Varisco ha incessantemente esplorato le potenzialità dello spazio e le reazioni dello spettatore. Risalendo fino agli anni Sessanta, le opere in mostra – tra le quali Tavole Magnetiche, Schemi Luminosi Variabili, Quadri Comunicanti – costituiscono un vero e proprio percorso alla scoperta dell’evoluzione artistica di Varisco.
Proseguendo il percorso ecco la seconda tappa tutta italiana: Jerome Zodo Gallery che, appena arrivata da Milano, esordisce con Painting After Painting. L’eclettica mostra collettiva curata da Luca Beatrice indaga gli sviluppi pittorici del secondo dopoguerra, un periodo in cui all’interno del panorama internazionale numerosi artisti accettarono la sfida preannunciata dalle Avanguardie Storiche di inizio Novecento. Sui tre piani della galleria si dipana un percorso alla scoperta delle ricerche artistiche che hanno reso indimenticabile l’arte di quegli anni, solo per citarne alcuni: da Lucio Fontana a Enrico Castellani, Agostino Bonalumi, Alighiero Boetti, da Yayoy Kusama a Jason Martin fino ad arrivare a Damien Hirst.
Massimo De Carlo chiude il nostro itinerario esponendo per la prima volta a Londra l’artista italiano Gianfranco Baruchello, celebre allievo di Marcel Duchamp. La galleria dedica due piani a una serie di lavori inediti realizzati dall’artista tra il 2013 e il 2015. Viene proposto un viaggio alla scoperta degli ultimi esiti della profonda e sofisticata ricerca artistica di Baruchello, che ora non aspira a dipanare soltanto il mistero della mente in sé ma anche il suo legame con il corpo. In particolare al piano superiore sorprende Stigma, terza mostra personale di Elmgreen & Dragset, presentati anche da Victoria Miro – Mayfair. La serie esposta, Side Effects, è costituita da vasi in vetro riempiti con i pigmenti pastello che caratterizzano l’involucro delle medicine contro l’HIV. L’intento degli artisti è di riportare in luce una tematica che dopo l’attenzione mediatica degli anni Novanta sembra ormai essere scomparsa.

Giulia Vandelli

 

 

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