London Updates: quando la fiera si mette a confronto con la storia dell’arte. Tutte le immagini da Frieze Masters 2015

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Frieze Masters 2015 (30)

Ideata e lanciata da Victoria Siddall, direttrice di Frieze Fairs, quest’anno supervisionata da due nuove direttrici artistiche, Abby Bangser (Americhe e Asia) e Joanna Stella-Sawicka (Europa, Medioriente, Africa e Russia), Frieze Masters espone una costellazione di opere presentate da 130 gallerie, fra le quali continua l’egemonia delle aree più influenti nel mondo dell’arte, con la preminenza di Londra e New York. Ben sette le gallerie italiane, da Bacarelli & Botticelli a Cardi, Galleria Continua, Franco Noero, Tega, Tornabuoni Art e P420, quest’ultima inclusa in Spotlight (un ritorno per i galleristi bolognesi dopo la presenza nel 2013), sezione di solo show di nomi di punta del Novecento, a cura di Clara M Kim. Per quest’ultima sfida del progetto – e dell’avere a che fare con l’arte oggi – è colmare le lacune tra centro e periferia, “creando interpretazioni del fare arte complesse e stratificate e contribuendo a una veduta d’insieme che estenda diverse storie dell’arte, provenienti da ogni punto del mondo”.
Simile per obiettivi, ma in termini temporali, è il gruppo Collections, a cura di Sir Norman Rosenthal, curatore e storico dell’arte (in curriculum, tra le varie istituzioni artistiche, Institute of Contemporary Arts e Royal Academy of Arts), ambizioso e utopico rispetto al target delle otto gallerie in evidenza: ognuna delle piccole mostre conterrebbe “prominenti collezioni dimostranti il più alto livello di creatività in qualsiasi periodo storico”. Per chi potesse sostare, in questi giorni, rispetto alla pantagruelica giungla di mostre e eventi segnaliamo infine i talk, con artisti tra cui Michaël Borremans, Lawrence Wiener, Pablo Bronstein e scrittori, direttori di istituzioni museali, architetti e collezionisti, a cura di Jasper Sharp e sponsor a firma Gucci. Lo Zeitgeist della Londra degli stand, tra nostalgia ed estasi, è per il momento questo.
Intanto comunque Frieze Masters prende piede in maniera evidente ed è sempre più difficile parlare di “fiera principale” per l’altra Frieze, all’estremo opposto di Regent Park. In realtà questa fiera rappresenta ad oggi un unicum a livello mondiale riuscita com’è a differenziarsi dal Tefaf di Maastricht. Qui c’è tutto, dai crocifissi dell’Algardi di inizio Seicento ai progetti speciali di Michelangelo Pistoletto e Jean Dubuffet; i ritratti dell’ottocento e i tappeti; l’alta ceramica europea e l’artigianato etnico africano. In una atmosfera di lusso mai volgare. Tutto e il contrario di tutto (e magari anche troppo), con la capacità, però, di far sì che tutto appaia a proprio agio e con la conseguenza di interessare un pubblico decisamente più vasto (durante la giornata di opening, martedì scorso, a Masters la gente era il doppio rispetto a Frieze). Forse la fiera d’arte paradossalmente più “innovativa” sullo scacchiere internazionale…

Elio Ticca e Massimiliano Tonelli

 

 

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