London Updates: Moniker, un’altra fiera con un buon livello di qualità che però dovrebbe cambiare decisamente aria

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Moniker 2015, Londra 05

Anno dopo anno bisogna dare atto alla fiera Moniker di offrire un programma, un allestimento ed una selezione di gallerie all’interno della quale non è difficile trovare qualcosa di interessante e curioso, specie se si è interessanti di proposte vicine alla sensibilità della street art. Come accade in queste fiere collaterali la qualità è molto altalenante, ma questo non vuol dire che manchino dei picchi di sicuro livello. Specie per quanto riguarda gli stand delle gallerie che hanno rischiato proponendo una personale.
Le gallerie sono poche, una ventina, e il rischio di essere schiacciati è grosso. Perché? Semplice, perché da qualche edizione Moniker, che si teneva dapprincipio in una sottospecie di centro sociale in disarmo a Shoreditch, si è spostata ancora più nell’east end, a Brick Lane, in una ex fabbrica di birra oggi invasa da banchetti di street food, location in affitto e negozi pop up di abbigliamento vintage. Il problema è che a fianco alla fiera si svolge anche The Other, fiera in cui ad esporre sono direttamente gli artisti e che propone, ovviamente, tutto e il contrario di tutto confondendo molto le acque all’interno dello stesso ambiente.
Cosa dovrebbe fare Moniker? Facile: cambiare nuovamente spazio trovando un sua autonomia e valorizzando le proprie qualità. E soprattutto abbandonare l’east end che ormai è una meta creativa e interessante solo per i turisti sprovveduti, gli stessi che poi vanno a Carnaby Street a guardare i negozi manco fossimo fermi agli anni Sessanta…

http://monikerartfair.com/

 

 

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