Lo Strillone: Venezia fa bene a vendere Klimt e Chagall secondo Sgarbi e Il Giornale. E poi Giuseppe Tornatore, Riccardo Muti

Print pagePDF pageEmail page

La Giuditta veneziana di Klimt

La Giuditta veneziana di Klimt

Venezia fa bene a vendere Klimt e Chagall. Ci saremmo quasi stupiti, se Vittorio Sgarbi non avesse per l’ennesima volta imboccato l’autostrada in senso contrario: e infatti eccolo puntuale, su Il Giornale, sposare la più difficile delle cause: la provocazione del sindaco di Venezia che ha proposto di mettere all’asta un Klimt e uno Chagall per far quadrare i bilanci del Comune. Con una contro-provocazione: “Cerchiamo di mettere ordine in questa situazione, dominata dall’ipocrisia e dalla retorica, consolandoci perché almeno ci saremo risparmiati il solito appello al ministro, promosso da professori più ignoranti che indignati, come Francesco Caglioti e Andrea de Marchi e firmato dai soliti ignoti, docenti indecenti. Temo che non riusciremo a evitare, oggi stesso, su un altro giornale, lo sdegno del professor Tomaso Montanarini [sic]”. “Nessuno viene a Venezia per il Klimt e lo Chagall di Ca’ Pesaro, artisti che si possono vedere in tutti i musei del mondo”. Come finirà questa bizzarra storia? “Ora, traiamo le conclusioni. Se il mondo, davanti alla proposta del sindaco, si muoverà a pietà per Venezia, un comitato internazionale, come quelli che agivano sotto il coordinamento dell’Unesco, potrà raccogliere una somma pari al valore presumibile che la Giuditta di Klimt raggiungerebbe in un’asta. Venezia potrebbe così conservare il dipinto e disporre del necessario per ripianare il deficit”.

Perché faccio spot? Per fare i film che voglio“. La Stampa intervista il regista premio Oscar Giuseppe Tornatore, 59 anni: oltre all’Oscar per Nuovo Cinema Paradiso, ha vinto 4 David di Donatello come miglior regista: per L’uomo delle stelle, La leggenda del pianista sull’oceano, La sconosciuta e La migliore offerta. “A uno che volente o nolente fa pochi film come me, gli spot danno il piacere di tornare sul set fra un progetto e l’altro. E permettono di finanziare i film a cui si tiene senza l’obbligo di accettare cose che non convincono”. “Celebrazione? La parola è abusata. Direi che ho accettato per amicizia”. Il Corriere della Sera intervista Riccardo Muti, che “domani salirà sul podio del Teatro Comunale Luciano Pavarotti di Modena per dirigere l’Orchestra Cherubini: un omaggio al grande tenore nell’ottantesimo anniversario della sua nascita. Il ricavato della serata sarà devoluto in beneficenza alla sezione modenese dell’Associazione italiana contro le leucemie, intitolata a Pavarotti”.

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community
  • Pavel Greco

    Ottima iniziativa! Per come viene considerata l’arte in Italia, mi sembra un gesto d’amore e di rispetto nei confronti di Klimt, Chagall e gli altri…