Lo Strillone: Loveltaly, il crowdfunding che salverà il patrimonio italiano su Affari & Finanza. E poi Arnaldo Pomodoro, Francesco Rutelli, Alessandro Michele

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Il Cubicolo n. 3 della Domus del Centauro, a Pompei

Il Cubicolo n. 3 della Domus del Centauro, a Pompei

Rivoluzionare l’approccio verso la tutela e la promozione dei capolavori artistici del nostro Paese”. L’obbiettivo di ogni ministro o funzionario che si dedichi ai beni culturali, ma con quale ricetta? Una chiave innovativa è quella proposta da Loveltaly, iniziativa di crowdfunding che debutta ufficialmente domani martedì 20 ottobre e illustrata da Affari & Finanza. Il promotore, LVenture Group, un fondo di venture capital, lancia la parola d’ordine “con l’aiuto di tutti, in tutto il mondo”. Si propone di “favorire il coinvolgimento in un autentico spirito di partecipazione tutti gli appassionati d’arte con donazioni anche di solo due euro. Il primo progetto si propone di riportare al suo splendore originale il Cubicolo 3, uno dei tesori sopravvissuti della Domus del Centauro. Vengono richiesti 53mila euro da raccogliere in 88 giorni per uno degli esempi più importanti di camera da letto del II secolo a.C. Ai soci, Loveltaly assicura inviti a visite private ed eventi in luoghi esclusivi”.

Con le mie sfere eterne combatto la paura di morire”. Alla soglia dei 90 anni, Arnaldo Pomodoro si racconta in una lunga intervista a Il Giornale. Le piazze hanno ancora bisogno di monumenti?, domanda il giornalista. “Monumento è una parola che non mi piace, perché implica uno scopo celebrativo in senso troppo tradizionale. Sono però convinto che le piazze avranno sempre bisogno di opere d’arte. Ogni luogo cambia quando c’è qualcosa da osservare, con cui dialogare. Credo che anche in una piccola piazza insignificante, una scultura può essere un’occasione di riflessione, di emozioni, o anche solo per ricordare il tempo che passa. Penso che le persone la frequenterebbero più volentieri”. II patrimonio distrutto dall’Isis ricostruito dalle stampanti 3D. Il Corriere della Sera riferisce l’idea di Francesco Rutelli presentata alla comunità internazionale nell’aula magna della Facoltà di Lettere de La Sapienza mentre nella Città universitaria si teneva la Maker Faire Rome: “radunare tutti i dati possibili sulle meraviglie devastate dal terrorismo (fotografie, rilievi, filmati, altri tipi di immagini) e poi affidare il materiale alla stampante 3D inventata da Massimo Moretti, una macchina che, con i suoi tredici metri di altezza e sette di larghezza, troneggiava all’ingresso”. “Questa non è una esposizione d’arte contemporanea e non ne ha nemmeno la pretesa. Ho semplicemente voluto creare un cortocircuito tra la mia visione e le visioni di una serie di artisti il cui linguaggio e il cui sguardo mi interessano”. Così il direttore creativo di Gucci Alessandro Michele racconta a Il Sole 24 Ore la mostra da lui co-ideata al Minsheng Art Museum di Shanghai, fra moda e arte contemporanea.

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