La vita e la maschera. Alessandro Kokocinski a Roma

Fondazione Roma, Roma – fino al 1° novembre. Una mostra ricca di paesaggi con uomini rotti, incantati da un’ode di un disastro, un colore pentecostale acceso di lapilli. Ma anche uno sterminato orizzonte aereo dai riflessi felici e iridescenti, catapultati verso il cielo. L’immaginario di Alessandro Kokocinski nella Capitale.

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Alessandro Kokocinski, Io quiero a la Argentina, y Ud?, 1977 - Collezione privata

Alessandro Kokocinski, Io quiero a la Argentina, y Ud?, 1977 – Collezione privata

Il mio arrivo in questo mondo avvenne in un momento doloroso per l’umanità, ero figlio di guerrieri in fuga e di grandi dolori, ma allo stesso tempo di grandi ideali e speranze… Ho avuto un bellissimo destino, tragico e felice: crescere e formarmi nella dura accademia della vita, concedendomi anima e corpo al demone dell’azione creativa, testimone del nostro tempo da perfetto apolide… Io sono il mio proprio cielo. Io sono il mio proprio inferno”. Con queste parole si presenta Alessandro Kokocinski (Porto Recanati, 1948).
La mostra, a cura della Fondazione Kokocinski con Paola Goretti, propone atmosfere dal forte impatto scenografico ed evocativo, largamente ispirate al tema del mascheramento e rispecchiamento: tra identità, doppio e disidentità.
Attraverso l’intero percorso delle sale, diviso in sei sezioni (L’Arena, Pulcinella, Petruska, Sogno, Il Clown e Maschera interiore), si riflette il dramma esistenziale dell’artista attraverso l’uso sapiente della maschera, mezzo privilegiato di una catarsi interiore grazie alla quale espone i valori in cui crede. La mostra va letta in parallelo con la sua esperienza di vita. Arte e vita procedono insieme e a nulla valgono gli sforzi di separare le due cose. Dietro alla tecnica e all’ingegno si nasconde il percorso esistenziale e interiore dell’artista. La Maschera di Kokocinski quindi assurge a un ruolo di mediazione tra l’aspetto e la facies interiore dell’uomo.

Alessandro Kokocinski, Pensando a Grock2, 2015 - Fondazione Alessandro Kokocinski - photo © Manuela Giusto

Alessandro Kokocinski, Pensando a Grock2, 2015 – Fondazione Alessandro Kokocinski – photo © Manuela Giusto

Entrando nella prima sala si viene accolti dalla voce di Sergio Castellitto che recita La preghiera del Clown, interpretata a suo tempo da Totò nel film di Mario Mattioli. Questa è una delle due grandi installazioni della mostra. La seconda presenta un’inconfondibile sequenza de La strada di Federico Fellini in accoppiata con le note de Corpo celeste di Lina Sastri. Tutto questo compone una miscellanea figurativa satura di spunti linguistici, rielaborazioni di opere precedenti assemblate in nuove configurazioni, variazioni tematiche, affacci e ritorni: tutte sostenute dal rapporto tra finzione e realtà.
L’esposizione contempla un corpus di oltre settanta opere polimateriche dalle tecniche fortemente innovative – dipinti, sculture, altorilievi, disegni, versi poetici e libri d’artista solo per citarne alcune – ispirate alla metamorfosi della maschera che l’artista definisce “mediatrice fra noi e il vuoto insondabile celato”, la cui iconografia accompagna da sempre la storia e la storia dell’arte: fra mito, finzione e realtà. Protagonista in tutte le opere in mostra è la cartapesta, elemento coagulante e materia dell’effimero. Attraverso questa il limite tra pubblico e opera scompare. La marionetta si cala nell’umano e l’umano si trasforma in burattino.

Isabella Calidonna

Roma // fino al 1° novembre 2015
Alessandro Kokocinski – La Vita e la Maschera: da Pulcinella al Clown
a cura di Paola Goretti
Catalogo Skira
FONDAZIONE ROMA MUSEO – PALAZZO CIPOLLA
Via del Corso 320
06 69924641
[email protected]
www.fondazioneromamuseo.it
www.mostrakokocinskiroma.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47828/alessandro-kokocinski-la-vita-e-la-maschera/

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