Il senso di Franz Paludetto per il cambiamento. Il gallerista torinese racconta la sua storia ai Martedì Critici, tra decine di artisti, sedi, progetti

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Franz Paludetto ritratto da Plinio Martelli - stampa ai pigmenti con intervento in oro,  90 x 90 cm

Franz Paludetto ritratto da Plinio Martelli – stampa ai pigmenti con intervento in oro, 90 x 90 cm

Dopo il Tempietto del Bramante e la Quadriennale di Roma, è il Macro ad accogliere i Martedì Critici, per gli ultimi tre appuntamenti della stagione autunnale. La formula rituale dell’intervista pubblica, condotta da due curatori – in questo caso Alberto Dambruoso in coppia con Marco Di Capua – vede protagonista, il prossimo 20 ottobre, uno storico gallerista torinese, Franz Paludetto (Oderzo, 1938).
Gli inizi risalgono al 1969, col piccolo spazio Franzp, che sostenne artisti come Gina Pane e Luigi Ontani, a cui seguì LP220, quattrocento metri quadri in via Carlo Alberto, gestita in collaborazione con il gallerista francese Larcade. Infine il trasferimento in piazza Solferino, in via Susa e in via Mazzini.
Un approccio coraggioso, nutritosi di ricerca e orientato a un continuo rinnovamento. Lunga e significativa la lista degli artisti con cui Paludetto ha collaborato negli anni, da Pino Pascali a Sergio Ragalzi, da Roman Opalka a La Monte Young, da Giuseppe Chiari a Hermann Nitsch, da Arnulf Rainer ad Alighiero Boetti. In tre parole, avanguardia, passione, internazionalità.

Castello di Rivara

Castello di Rivara

Nel 1980, insieme ad Aldo Mondino, trasforma il Castello di Rivara in un centro d’arte contemporanea, ospitando mostre importanti, con artisti del calibro di Stephan Balkenhol, Bernd&Hilla Becher, Isa Genzken, Felix Gonzalez-Torres, Paul McCarty, Raymond Pettibon, Maurizio Cattelan, Dan Graham, Gordon Matta Clarck, Joseph Beuys, Candida Höfer.
Infaticabile, Franz Paludetto ha continuato anche negli anni successivi a cercare occasioni, spazi, vetrine, connessioni. Anche oltreconfine. Dal 1999 al 2005 ha gestito la Galleria Linding in Paludetto a Norimberga, mentre tra il 2010 e il 2011 ha aperto due satelliti del Castello di Rivara: una a Roma, nel quartiere San Lorenzo, e una a Torino, in via Stampatori.
Ho cambiato tanti spazi non perché non pagassi l’affitto”, ha raccontato ad Artribune nel 2014, “ma perché privilegiavo il momento in cui accadevano le cose. Per il tipo di installazioni che si facevano allora era normale che, una volta consumate, l’artista avesse bisogno di un nuovo spazio per creare, sennò si produceva una ripetizione e la cosa non mi interessava”. Il lavoro del gallerista come quello dell’artista: creativo, performativo, sperimentale, in evoluzione costante. Seguendo gli umori e le urgenze dei processi autoriali. Un’avventura intellettuale e poetica, oltre e accanto alle logiche del mercato.

– Helga Marsala


I Martedì Critici, Franz Paludetto
20 ottobre 2015, ore 18.30
Macrovia Reggio Emilia 54 (Sala Cinema), Roma
www.imartedicritici.com
www.museomacro.org

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