Faimarathon. I maratoneti della cultura

Il claim è “Ricordiamoci di salvare l’Italia”, o anche solo di scoprirla. Così il FAI – Fondo Ambiente Italiano, insieme a Il Gioco del Lotto, domenica 18 ottobre invita tutti gli appassionati e non del Paese a scoprire itinerari sconosciuti e sorprendenti della loro città. Vediamo come.

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Faimarathon - photo Riccardo-Musacchio, 2012 - © FAI-Fondo Ambiente Italiano

Faimarathon – photo Riccardo-Musacchio, 2012 – © FAI-Fondo Ambiente Italiano

I NUMERI DELLA FAIMARATHON
500 luoghi aperti, 130 città, 3.500 volontari: la rete FAI – Fondo Ambiente Italiano si attiva per l’edizione 2015 della Faimarathon. Questa maratona, che si corre con lo sguardo e con il pensiero e che per la prima volta viene affidata al network dei giovani del FAI, racconta l’Italia che tutti i giorni passa inosservata, ma che nasconde un meraviglioso segreto.
Ecco perché coloro che aderiranno, iscrivendosi entro il 18 ottobre, percorreranno itinerari insoliti e scopriranno luoghi, magari della propria stessa città, ancora sconosciuti o poco battuti dal turismo tradizionale. Tra questi, alcuni monumenti restaurati con i proventi del Gioco del Lotto, come disposto dalla legge 23 dicembre 1996, n.662: dal 1998 al 2014 sono stati infatti realizzati oltre 600 progetti di conservazione e tutela del patrimonio artistico nazionale per un investimento totale di oltre 1 miliardo e 800 milioni di euro.

La Reggia di Venaria Reale

La Reggia di Venaria Reale

IL LOTTO DEI RESTAURI
Tra i monumenti che ne hanno beneficiato, alcuni dei più significativi sono Palazzo Barberini a Roma, la Reggia di Venaria Reale a Torino, il Teatro Petruzzelli di Bari, il Complesso di Palazzo Reale a Genova, il Complesso di San Pancrazio a Cagliari, Castel Sant’Elmo a Napoli, il Palazzo della Triennale a Milano, La Galleria degli Uffizi a Firenze, le Gallerie dell’Accademia di Venezia e l’Archivio di Stato di Palermo.
Un esempio, tra i più classici: i fiorentini partiranno dall’Accademia della Crusca per poi recarsi alla Villa Medicea della Petraia, antico fortilizio di origini altomedioevali, dal 1364 appartenne alla famiglia Brunelleschi e dal 1422 agli Strozzi. Tappa successiva, la Chiesa di San Michele a Castello, seguita dal Giardino della Villa. Non la Firenze che ti aspetti…
A Napoli si va al Cabinet del Duca, presso l’Università degli Studi di Napoli, un ambiente di circa cinque metri per cinque, di gusto rococò totalmente rivestito di specchi, realizzato nel 1732 dallo scenografo e architetto Filippo Buonocore e poi a Casa Giuseppe Zevola, alla Chiesa di San Giovanni Carbonara fino al Parco di Re Ladislao, per tacer qualche passaggio, e alla scoperta dell’arte di Nathalie de Saint Phalle, una scrittrice di origine francese, residente a Napoli dal 1993.

La Galleria Nazionale d'Arte Moderna di Roma

La Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma

ITINERARI CONTEMPORANEI
Gli appassionati d’arte contemporanea potranno scoprire i depositi della Galleria Nazionale d’Arte Moderna di Roma, ma anche ampliare gli orizzonti al Museo di Zoologia. In molte città i volontari FAI suggeriranno anche altri luoghi che si potranno osservare dall’esterno, in autonomia, con schede descrittive.
Ecco tre dei molti esempi, 130 per l’appunto, che chi si iscriverà alla Faimarathon potrà esperire domenica. Il ricavato dell’iniziativa va a sostegno della valorizzazione dei beni culturali, nell’ambito della campagna Ricordiamoci di Salvare l’Italia. Andrea Carandini, presidente del FAI, ha così commentato lo spirito che muove la campagna di raccolta fondi: “Tutto il Paese, un tempo fervente laboratorio di magnificenze, è stato colpito dall’abbandono delle culture, la boscaglia invade i terrazzamenti, il cemento dilaga nei capannoni sovente ormai chiusi, le acque strabordano e la terra crolla, molti luoghi hanno perso significato e bellezza, le periferie sono tristi dormitori e i paesaggi con i loro monumenti non sono più mantenuti. È un male tanto diffuso che anche se il nostro Stato fosse ricco e non gravemente indebitato, come purtroppo è, non riuscirebbe a redimere questa immane rovina di civiltà. Così il FAI, oltre a pungolare Stato, Regioni e Comuni a compiere il loro dovere, ha deciso fino dal 1975 di dare una mano, di fare oltre che protestare, perché la Repubblica non è fatta solo dallo Stato e neppure dalle sole istituzioni locali ma anche da ciò che sta al loro fianco e cioè dalla società civile attiva, che siamo noi. Siamo quindi noi stessi che, organizzati insieme, dobbiamo aiutare la Patria a risorgere, dopo tanta crisi, prima di ricchezze troppo rapide e mal digerite e ora di nuove povertà e di giovani senza lavoro”.

Santa Nastro

faimarathon.it

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