Anticipi di denaro con arte a pegno. È l’art-lending: a New York spunta una nuova società per i collezionisti che vogliono impegnare opere da milioni di dollari in cambio di liquidità 

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Pablo Picasso, Les femmes d'Alger (Version O)

Pablo Picasso, Les femmes d’Alger (Version O)

Mentre l’auction week di novembre si avvicina, a New York è appena stata lanciata una nuova società di art-lending, l’Athena Art Finance, con 280 milioni di dollari di capitale predisposti dal Carlyle Group e dalla società di private equity dello svizzero Gruppo Pictet. Se vi state chiedendo cos’è l’art-lending, si tratta di un prestito di denaro a fronte del deposito di una o più opere d’arte a garanzia; uno strumento che permette ai collezionisti  – parliamo di gente che spende milioni di dollari in arte – di impegnare pezzi di elevato valore sul mercato in cambio di liquidità.
Lo scorso anno Forbes notava che il business dell’art-lending  è ancora acerbo, complesso e poco allettante per i collezionisti, ma che se dovessero migliorare le condizioni potrebbe rendere l’arte un investimento ancora più appetibile. Spesso, infatti, chi ha capitali da far fruttare tentenna di fronte ad un Picasso, perché l’arte è un illiquid asset, un bene che difficilmente può essere scambiato con una liquidità immediata.
La neonata società newyorkese offrirà fino al 50% del valore minimo stimato delle singole opere o collezioni, per prestiti con durata dai 6 mesi ai 7 anni. “Il nostro obiettivo consiste nell’essere una risorsa finanziaria indipendente, fidata e flessibile per il mercato dell’arte”, spiega il CEO Andrea Danese. Che significa – anche – che L’Athena Art Finance non ha intenzione di vendere o appropriarsi delle opere depositate in pegno. A differenza di molti competitor sulla piazza…

Marta Pettinau

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