A tu per tu con gli artisti di ArtVerona 2015. Ecco il racconto e le foto del nuovo format lanciato dalla fiera scaligera

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Ugo la Pietra da E3

Ugo la Pietra da E3

Debutto quest’anno ad ArtVerona per il format A tu per tu, a cura di Andrea Bruciati, concepito come “piattaforma libera e aperta” con incontri con gli artisti nella galleria di riferimento. Un progetto nuovo e perfettibile, forse non adeguatamente segnalato in fiera dagli organizzatori, o non pienamente colto dai galleristi come occasione di trasformare l’incontro in happening, dimensione energetica piuttosto assente ad ArtVerona, ad eccezione della sezione Indipendents. Comunque, si tratti di speech o di colloquio intimo e informale, l’impatto con la singolarità della persona e della ricerca è sempre rigenerante. Per questo anche noi siamo andati ad abbeverarci alla fonte. Eccovi dei brevi resoconti di alcuni incontri. La galleria E3 Arte Contemporanea ha regalato la rara opportunità di ascoltare un maestro come Ugo La Pietra, in una vera lectio magistralis davanti ad uno stuolo di studentesse. L’esordio: “se diventerete critiche d’arte, non fidatevi delle chiacchere e verificate sulle fonti documentali”.

GIOVANNI MORBIN E IL SUO VORWERK FOLLETTO
Da Van Der abbiamo appreso da Vittorio Mortarotti e Anush Hamzehian che il progetto video e fotografico presentato trova origine in un’impossibilità, quella di Anush, figlio di un esule politico, di rientrare in Iran. “Eden”, titolo ossimorico scelto richiamandosi all’etimo antico “garten che significava recinzione” è un’indagine sociologicamente accurata e poetica del luogo di frontiera meta del loro viaggio – Agarak, l’ultimo villaggio armeno prima del confine iraniano- e, insieme, una riflessione sul concetto stesso di frontiera. Giovanni Morbin da Artericambi ha cominciato a parlare nel deserto (gruppetto di fan a parte) e poi – verve dialettica, limpida e solida struttura di pensiero – ha radunato a poco a poco una piccola folla attorno al suo Vorwerk Folletto dal titolo “after Szeemann” (after “nel senso di dopo ma anche di d’après”). Definita ironicamente dall’autore “un lavoro da colf”, è una serissima e geniale opera concettuale sui progetti curatoriatoriali di Harold Szeemann (il riferimento in particolare al concetto di “polvere dell’arte” e a “Le Mammelle della Verità”) e sul destino del suo studio smantellato e dell’ archivio,”non accolto dal suo paese d’origine”, e ora al Getty Research Insti­tute di  Los Ange­les.

I CHILOMETRI DI FILO COLORATO DI CARLA MURA
Da Maelstrom Art Gallery abbiamo incontrato Guido Airoldi, bergamasco “in esilio” a Verona, che lavora recuperando carta da vecchie affissioni per costruire mistici paesaggi di pianure padane dal “Silenzio manifesto”, antitetico, dice, a quelle delle sue montagne “perché diversi sono il riverbero e la percezione dello spazio”. Mario Scudeletti presso Villa Contemporanea, ha parlato del suo Space Losers, presente nella sezione King kong, banco scolastico in foggia di uroboro, “il sapere che divora se stesso”, riflessione sul sistema scolastico e sull’archiviazione e trasmissione del sapere. Poi, mostrando i suoi disegni, racconta della sua recente fascinazione per l’elevato potere iconico di stendardi ed immagini di santi, alla ricerca di una bandiera in cui potersi identificare oggi. Carla Mura da Bianca Maria Rizzi e Matthias Ritter ha inoltrato i presenti nelle sue straordinarie, complesse Architetture sensibili, ottenute intrecciando su legno chilometri di filo colorato.

UN’OPERA DI LAURINA PAPERINA? DUE EURO
Alla galleria Studio d’Arte Raffaelli, ecco Laurina Paperina con un fan che si è appena aggiudicato una sua opera, per la cifra di due euro, al distributore automatico The Pope Prophecies. Descrive il suo Wargame, che fa parte di una serie. Trattando di guerra, e qui, l’innesco, è il Primo Conflitto Mondiale, Laurina chiama alla mobilitazione generale tutto il suo repertorio di personaggi pop ,autrice inclusa, presi da fumetti, cartoon, blockbuster in un quadro apocalittico “à la Bosch”, una visione, a dispetto dello sfarzo dei colori e della comicità dei personaggi, per niente tranquillizzante. Infine un passaggio da A + B Contemporary Art con Silvia Hell, con la sua scultura relazionale VRS, “dispositivo di indagine sulle dimensionini di veglia, ricordo e sonno”.

Roberta Morgante

 

 

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