Va a Zaha Hadid la Royal Gold Medal for Architecture per il 2016. È la prima donna a ricevere la più alta onorificenza per l’architettura del Regno Unito

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Zaha Hadid (foto Mary McCartney)

Zaha Hadid (foto Mary McCartney)

La ruota per una delle archistar più controverse dell’Occidente, Zaha Hadid, dopo il suo freschissimo rifiuto a proseguire con la realizzazione del progetto per lo stadio di Tokyo 2020 , sembra essere girata in fretta. Arriva infatti la sua nomina per la Royal Gold Medal for architecture 2016. Sostenuta da Peter Cook, co-fondatore del gruppo Archigram, che ne ha riconosciuto i meriti e i contributi, tanto alla teoria quanto alla pratica dell’architettura, e descritta dalla presidente del RIBA – Royal Institute of British Architects Jane Duncan “come un architetto formidabile, che possiede la forza di influenzare la disciplina a livello globale”, Zaha Hadid è la prima donna, in formazione individuale, a ricevere tale onorificenza: prima di lei hanno ricevuto il premio Sheila O’Donnell (2015), Patty Hopkins (1994) e Ray Eames (1979), sempre insieme ai mariti o a soci uomini.
Nei 167 anni di storia della Royal Gold Metal for Architecture – il riconoscimento fu istituito dalla Corona inglese nel 1848 – sono stati premiati, tra gli altri, Le Corbusier (1953), Alvaro Siza (2009), Herman Hertzberger (2012), Peter Zumthor (2013), Joseph Rykwert (2014) e O’Donnell+Toumey (2015). Sebbene le numerose opere della Hadid siano spesso al centro di contestazioni e dibattiti è pur vero che, senza modestie da parte sua, le sue architetture, particolarmente scenografiche, rappresentino un vero e proprio “brand”, come sembrano ricordare anche le parole di Peter Cook a riguardo: “… if Paul Klee took a line for a walk, then Zaha took the surfaces that were driven by that line out for a virtual dance and then deftly folded them over and then took them out for a journey into space”.

Flavia Chiavaroli

http://www.zaha-hadid.com/
https://www.architecture.com/RIBA/

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