Un fiume scorre sul tetto. Ecco le immagini del River Building progettato da SANAA in Connecticut, presso la Grace Farm

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Rendering del River Building progettato da SANAA in Connecticut

Rendering del River Building progettato da SANAA in Connecticut

Una forma sinuosa, organica, liquida, quella pensata dall’acclamato studio giapponese SANAA (Kazuyo Sejima e Ryue Nishizawa, Pritzker Prize nel 2010), per un nuovo edificio in Connecticut, il River Building, presso la Grace Farm. Situata a New Canaan, la città dove sorge l’iconica casa di vetro di Philip Johnson, la struttura si estende, con un tetto quasi continuo, per una serie di spazi interni ed esterni, integrandosi perfettamente con gli 80 acri di countyside circostante. Immersa nel paesaggio, la costruzione di vetro, cemento, acciaio e legno è in sostanza un’unica copertura fluida che sembra galleggiare sopra la superficie del suolo, ricordando architetture come il Serpentine Pavillion del 2009 o il Rolex Learning Centre del 2010.

L’ARCHITETTURA DEL FIUME PARTE DEL PAESAGGIO
L’obiettivo di SANAA era infatti quello di rendere l’architettura del fiume parte del paesaggio. Sono cinque i volumi racchiusi in pareti continue di vetro trasparente, in grado di ospitare una serie di attività ed eventi. In sequenza, sono: Sanctuary: un santuario anfiteatro per 700 persone; Library: una biblioteca; Commons: una sala da pranzo e soggiorno, con una capacità di 300 ospiti, sala conferenze e spazi accessori; Pavillion: centro di accoglienza dove i visitatori possono gustare una tazza di caffè o ascoltare spettacoli musicali; Court: uno spazio polivalente con palestra, laboratorio multimediale e sala giochi, per la ricreazione, attività giovanili, ricevimenti; Barn: fienile originale ristrutturato. Il fienile ospiterà anche molti dei programmi, con aule, uno studio d’arte, uno spazio per le prove, uffici, un asilo nido e una dispensa alimentare drop-off per sostenere il programma di giustizia.

APERTURA UFFICIALE IL 9 OTTOBRE
Il nostro obiettivo con il River Building è quello di rendere l’architettura parte del paesaggio senza attirare l’attenzione su di sé”, ha commentato Kazuyo Sejima. Una smaterializzazione delle superfici, a favore della natura, della sua orografia, dei suoi colori, delle stagioni. Un’apparente umiltà progettuale, capace di esprimersi a pieno proprio per il suo essere invece, nel suo elegante minimalismo, altamente performante, dal punto di vista formale ed energetico (LEED certification). Il progetto – che sarà aperto ufficialmente il 9 ottobre, dopo due anni esatti dall’inizio dei lavori, con spettacoli, conferenze pubbliche e programmi familiari – mira a “fornire un ambiente aperto, accessibile al pubblico, dove le persone possono vivere la natura, promuovere la comunità, perseguire la giustizia ed esplorare la fede”.

Giulia Mura

www.gracefarms.org

 

 

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