Storie di profughi, di guerre, miseria e resistenza. Premiati i film di Sole Luna Doc Fest 2015. Dopo Palermo, conclusa anche l’edizione di Treviso

Print pagePDF pageEmail page

Almost Friends, di Nitzan Ofir

Almost Friends, di Nitzan Ofir

SOLE LUNA FEST, A TREVISO TRIONFA NITZAN OFIR, UAN STORIA DI GUERRA E D’AMICIZIA
Dopo l’edizione palermitana, conclusasi lo scorso 12 luglio, il Sole Luna Doc Fest ha raccolto nuovi plausi, dall’altro capo dello Stivale. A Treviso, seconda città italiana che ospita il festival, domenica 21 settembre si è celebrata la cerimonia finale, con l’annuncio dei titoli vincitori.
Un evento che continua a investire sul fronte della ricerca cinematografica, sostenendo autori internazionali dediti all’arte del documentario, ma anche un esempio intelligente di comunicazione interculturale, che prova a “legare idealmente il sud e il nord del nostro paese, Palermo e Treviso, crocevia, nel corso della storia, di passaggi di uomini e cose, luoghi di apertura verso l’esterno, condizioni imprescindibili per un senso dell’accoglienza degno dell’umanità di cui tutti siamo parte insostituibile”, come ha spiegato Gabriella D’Agostino, direttore scientifico della rassegna.
E il concetto di dialogo, di accoglienza, di spinta umanitaria e di battaglia per i diritti civili, torna anche nel verdetto. La giuria composta da Tobia Scarpa, Cristina Cason, Roberto Cortellazzo Wiel, Paola Di Giuseppe e Nicola Tognana, ha infatti assegnato il Premio Città di Treviso per il Miglior Lungometraggio al film israeliano “Almost Friends” di Nitzan Ofir, vincitore assoluto di questa edizione:  “un apologo triste su un’educazione al razzismo da parte degli adulti, esorcizzato dalla speranza che un mondo diverso sarà possibile se rieducato dal cuore dei bambini”. La storia? Samar, dodici anni, figlia di un’arabo-israeliana e di un palestinese della Cisgiordania, incontra in rete Linor, undici anni, nata in un insediamento ebraico nella striscia di Gaza, residente a Tlamim, un villaggio di religione ebraica. Le due ragazze si trovano a soli sessantasette chilometri di distanza, ma a dividerle c’è una voragine nazionale, culturale e ideologica. Grazie ad un programma educativo on line iniziano una corrispondenza via mail, arrivando ad incontrarsi di persona e a iniziare un’esperienza profonda d’amicizia.

La verdad bajo la terra. Guatemala, el genocidio silenciado, di Eva Vilamala

La verdad bajo la terra. Guatemala, el genocidio silenciado, di Eva Vilamala

MENZIONI SPECIALI E GIURIE COLLATERALI
Atmosfere simili per le due menzioni speciali, andate a “Terra di transito” di Paolo Martino, sull’odissea dei profughi in fuga da Afghanistan, Iraq, Siria, e a “La verdad bajo la terra. Guatemala, el genocidio silenciado” di Eva Vilamala, opera dedicata al genocidio delle popolazioni indigene del Guatemala.
Altre tre giurie collaterali hanno assegnato i loro premi. Gli studenti del Liceo Artistico di Treviso, coordinati dal prof. Guido Marchesini, hanno scelto come Miglior Cortometraggio il film francese “We are become death” di Jean-Gabriel Periot; il premio del pubblico è andato allo svizzero “A Mother’s Dream – Ma na sapna” di Valerie Gudenus, storia di sei donne seguite nelle diverse fasi della maternità surrogata, in una clinica nel nord-ovest dell’India (film premiato anche a Palermo, per la sezione “Migliore Fotografia”); infine, la giuria di musicisti ed esperti di musica composta da Giovanni Schievano, Simone Chivilò, Stefano Trevisi, Bob Benozzo e Silvia Gorgi, ha assegnato il premio “Soundrivemotion” per la Miglior Colonna Sonora al film “The silent Chaos” di Antonio Spanò, la commuovente storia della comunità di sordi di Butembo, in Congo.

– Helga Marsala

www.solelunadoc.org

 

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community