Rauschenberg a Brescia. In versione Anni Settanta-Ottanta

Galleria Agnellini Arte Moderna, Brescia – fino al 31 ottobre 2015. Pezzi di vita nell’arte di Robert Rauschenberg sono in mostra fino alla fine del mese prossimo. Una ventina di opere degli Anni Settanta e Ottanta.

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Robert Rauschenberg, Samarkand Stitch VII, 1988, Collage e serigrafia su tessuto applicato su tela, 117,5x108,5cm

Robert Rauschenberg, Samarkand Stitch VII, 1988, Collage e serigrafia su tessuto applicato su tela, 117,5×108,5cm

L’arte ha tutto a che vedere con la vita” per Robert Rauschenberg (Port Arthur, 1925 – Captiva Island, 2008), il quale scrive con le sue opere pagine di un diario illustrato in cui si sovrappongono oggetti trovati o cari all’artista, immagini fotografiche o pagine di giornale, talvolta serigrafate su lacerti di stoffa.
È proprio questo il tratto distintivo dei lavori esposti nella mostra retrospettiva che la Galleria Agnellini di Brescia dedica al grande protagonista del New Dada americano. Le opere, alcune delle quali già presentate dalla stessa galleria nella collettiva American Dream (2012/2013), sono tutte datate tra il 1973 e il 1988 e contraddistinguono il periodo di maggior avvicinamento da parte dell’artista alla Pop Art per l’appropriazione di immagini prese dalla vita quotidiana.

Robert Rauschenberg, Airport (Room Service), 1974, Rilievo e intaglio su tessuto con cravatta verde dell’artista applicati su tela, 163x149cm

Robert Rauschenberg, Airport (Room Service), 1974, Rilievo e intaglio su tessuto con cravatta verde dell’artista applicati su tela, 163x149cm

Nei collage della serie Airport (1974), oggetti personali (una matita, un righello, una cravatta) sono chiamati a interagire sulla tela con immagini e ritagli di tessuto serigrafati in un accostamento solo apparentemente casuale. Mondo materiale e brani pittorici, infatti, sono disposti in modo tale da ricercare un’armonia cromatica e formale, e la trasparenza inedita raggiunta da queste opere rivela un allontanamento dai combine paintings degli Anni Sessanta, in cui l’oggetto si fondeva con una pittura ancora corposa e informale. La vena lirica e poetica si fa ancora più forte nella serie 7 Characters (1982), elaborata dopo un viaggio in Giappone, nella quale si coglie un’incredibile sensibilità nell’uso di immagini velate, di tessuti e ideogrammi della cultura orientale.

Robert Rauschenberg, Switchboard II, 1974, Rilievo e intaglio su tessuto e collage su lino applicati su tela, 96x113cm

Robert Rauschenberg, Switchboard II, 1974, Rilievo e intaglio su tessuto e collage su lino applicati su tela, 96x113cm

A sorpresa, appesa sulla parete divisoria delle due sale della galleria, spunta un assemblage che per la presenza irruente dell’oggetto di scarto catalizza l’attenzione dell’osservatore. Salsa Verde Glut (Neapolitan) con il suo barattolo ammaccato di salsa di pomodoro posto su una sorta di mensola in ferro verde, opera esposta in occasione del soggiorno napoletano da Lucio Amelio nel 1987, grida a gran voce la visione di Rauschenberg dell’esistenza di un’aura magica nei frammenti del reale degni, anche i più banali, di essere introdotti nell’opera d’arte.

Jennifer Coffani

Brescia // fino al 31 ottobre 2015
Robert Rauschenberg
a cura di Dominique Stella
Catalogo Carlo Cambi
AGNELLINI ARTE MODERNA
Via Arnaldo Soldini 6a
030 2944181
[email protected]
www.agnelliniartemoderna.it

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/44973/robert-rauschenberg/

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