Tra cielo e terra. Moira Ricci a Milano

Spazio Oberdan, Milano – fino al 18 ottobre 2015. La personale di Moira Ricci esplora il rapporto tra leggenda e ricordo, biografia e mitografia. Attraverso foto, video e installazioni di originale genuinità.

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Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino

Moira Ricci, Dove il cielo è più vicino

DALLA TERRA ALLA LUNA
L’allestimento, su due piani, richiama il colore della terra. I muri levigati fanno da sfondo solido all’immaginazione giocosa di Moira Ricci (Orbetello, 1977), che – con questo percorso espositivo prodotto dal Museo di Fotografia Contemporanea in collaborazione con il PAC di Ferrara e l’Associazione Culturale dello Scompiglio di Lucca – si presenta con un tema legato a Expo. Ma non solo.
Al piano inferiore, l’imponenza contenuta di Dove il cielo è più vicino (2014) racchiude una serie di fotografie e due videoproiezioni in cui l’artista illustra casolari e terra disertati. Un video di 58 minuti in fast motion racconta l’abbandono dei poderi da parte dei contadini, che convertono un trattore in astronave per salire dalla terra in cielo. Storia e favola sono avvolti dal realismo dell’inquadratura, dei dettagli, del cielo vivo.

Moira Ricci, Lupo Mannaro, Da buio a buio

Moira Ricci, Lupo Mannaro, Da buio a buio

FAVOLE CONTRO LA MALARIA
Al piano superiore, Da buio a buio (2009-15) ricostruisce le storie del Lupo Mannaro, dell’Uomo Sasso, dei gemellini e della Bambina Cinghiale. Con un’installazione ibrida e stranamente realistica fatta di foto, interviste registrate, video, stralci di giornale e di ricerche scientifiche, Moira Ricci parla di “leggende che mi sono state raccontate da piccola, ma che ho rielaborato da grande. Il ricordo, l’inconscio, la vita hanno deformato la leggenda, che a sua volta è stata deformata dal passaparola delle persone che l’hanno riportata a me”.
L’artista racchiude le sue preziosità in cornici trovate nei mercatini, a casa di parenti e amici, scelte in base al periodo di cui parla. E spiega: “Il titolo della serie è preso da un libro di Pietro Angelone che ho trovato a Grosseto, nell’Archivio delle tradizioni popolari della Maremma. Il libro parla della bonifica della Maremma. Da buio a buio, da notte a notte, davanti al fuoco, venivano raccontate le storie di paura che davano una specie di adrenalina che compensava gli orrori della malaria”.

LA RIFLESSIONE DI ANDREA LISSONI
Nel catalogo della mostra, Andrea Lissoni sottolinea come in Dove il cielo è più vicino e Da buio a buio l’artista si sia svincolata dall’autobiografia, filo conduttore dei progetti passati, per accedere all’universale, alle fantasie, alle paure e agli immaginari individuali e sociali. Una mostra da vedere, che interroga i temi di Expo scardinando in modo divertito e sofferto i cliché estetico-narrativi legati alla civiltà contadina e alla sua metamorfosi.

Margherita Zanoletti

Milano // fino al 18 ottobre 2015
Moira Ricci – Capitale terreno
a cura di Emanuela De Cecco
SPAZIO OBERDAN
Viale Vittorio Veneto 2
02 77406316

[email protected]
http://oberdan.cinetecamilano.it
www.mufoco.org

MORE INFO:
http://www.artribune.com/dettaglio/evento/47460/moira-ricci-capitale-terreno/

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