Mostra del Cinema. A Venezia, esperimenti e red carpet

Sotto un manto di stelle partirà la 72. edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia. Con molte novità e giovani talenti da testare su scala internazionale. Previsti rock, arte e deviazioni dai generi canonici.

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Tom Hooper, The Danish Girl

Tom Hooper, The Danish Girl

STELLE E STRISCE
Quando siamo arrivati ieri in Laguna, nell’aria pesante e acquosa rimbombava ancora rumore di chiodi, martelli e avvitatori. La 72. edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica a Venezia è stata studiata per non lasciare scontento nessuno: tantissime le star attese, nonostante il forfait annunciato all’ultimo da Scorsese e dal cast del corto The Audition per “motivi tecnici”.
Addio allora a Leonardo Di Caprio, Brad Pitt e Robert De Niro, ma si parte comunque con i fuochi d’artificio col film dell’islandese Baltasar Kormákur, Everest, ispirato alla tragica spedizione del 1966 sulla vetta più alta del mondo, dove trovarono la morte un gruppo di esperti scalatori. Jake Gyllenhaal, Keira Knightley, Sam Worthington, Robin Wright, Emily Watson e Josh Brolin pare che saranno tutti presenti all’appello.
A cavallo del primo weekend arriveranno anche Johnny Depp, nelle vesti di mafioso irlandese in Black Mass di Scott Cooper, e insieme a lui le co-star Kevin Bacon, Benedict Cumberbatch, Sienna Miller Dakota Johnson.
E questo ancora non è niente. Tom Hooper (Profumo, Lola Corre) sarà in concorso con un biopic, The Danish Girl, ispirato alla figura del primo transessuale riconosciuto della storia: a interpretarlo un efebico quanto perfetto Eddie Redmayne, che così si piazza in pole position, a un solo anno dal primo, per una seconda candidatura all’Oscar. Nel cast anche Ben Whishaw, Amber Heard e Matthias Schoenaerts. Quest’ultimo, insieme a Dakota Johnson, Tilda Swinton, Ralph Fiennes, calcherà il tappeto rosso anche per il nostro Luca Guadagnino, in concorso con A Bigger Splash.

Luca Guadagnino, A Bigger Splash

Luca Guadagnino, A Bigger Splash

Nello science fiction di Drake Doremus, Equals, Nicholas Hoult, Kristen Stewart, Guy Pearce e Jacki Weaver dovranno lottare per poter conservare i loro sentimenti. In Remember di Atom Egoyan, Christopher Plummer, Bruno Ganz e Martin Landau saranno ebrei e aguzzino nazista in un regolamento di conti a distanza di oltre sessant’anni.
Atmosfere sospese nel film di Piero Messina, dove Juliette Binoche sarà in misteriosa attesa del figlio lontano. Fuori concorso Go with me di Daniel Alfredson con Anthony Hopkins, Julia Stiles e Ray Liotta e Spotlight di Thomas McCarty con Michael Keaton, Mark Ruffalo, Rachel McAdams, Liev Screiber e Stanley Tucci. Infine, nella sezione Orizzonti, sfilerà Stacy Martin (Nynphomaniac) sia nel film di Nicolas Saada Taj Mahal che in quello di Brady Corbet The Childhood of a Leader, ispirato a una novella di Jean-Paul Sartre. Insieme a lei anche Robert Pattinson e Berenice Bejo.

ARTE E DINTORNI
Torna alla ribalta un habitué di Venezia, che qualche anno fa aveva ricevuto anche il Leone D’oro con Faust. Aleksander Sokurov, dopo il film in costume Arca russa, girato in un unico piano sequenza all’Ermitage di San Pietroburgo, con Francofonia si sposta al Louvre. Pare che farà interagire Napoleone con altri personaggi storici sui temi caldi dell’arte ai giorni nostri: responsabilità, significato e necessità. Noi lo andremo a scovare all’Excelsior per fargli un paio di domande.
Fuori concorso arriva il fotografo Yann Arthus-Bertrand con Human, con cui è previsto un incontro esclusivo. Un progetto mastodontico in cui i rappresentanti delle più varie civiltà contemporanee si confrontano sui temi della vita: amore, morte, odio, perdono, malattia, guerra, rivincita, depressione, tristezza e felicità. La proiezione avverrà contemporaneamente al Palazzo di Vetro delle Nazioni Unite a New York.

Liang Zhao, Behemoth

Liang Zhao, Behemoth

Dalla Cina arriva Liang Zhao, e pure con lui faremo due chiacchiere. Behemoth non è un film d’arte in senso stretto, ma un documentario con un approccio che innesca associazioni e suggestioni più vicine alle reazioni di fronte a un’opera d’arte.
Grant Gee con Innocence of Memories, traspone in immagini (Fra arte e documentario) le vicende del romanzo Il museo dell’innocenza del Premio Nobel turco Orhan Pamuk. Il film, girato con lo stile dei B movie Noir degli Anni quaranta, è ricostruito all’interno dell’omonimo museo di Istanbul: museo reale ispirato alla storia d’amore narrata nel libro.

SPAZIO AL ROCK
Laurie Anderson, artista, performer e moglie del defunto Lou Reed, è in lizza con il film sperimentale Cuore di Cane. Janis di Amy Berg è un documentario sulla vita della cantante Janis Joplin, che rivoluzionò la storia della musica a cavallo tra gli Anni Sessanta e Settanta. Saranno tante le chiacchiere e i confronti con Amy di Asif Kapadia (Senna), presentato al Festival di Cannes e a breve anche nelle sale italiane, dedicato alla vita di un’altra cantautrice contemporanea rientrata nel Club 27, Amy Winehouse. E poi l’incontro con un rocker apprezzatissimo da generazioni di italiani per il documentario prodotto da Rai Tre, Il Decalogo di Vasco, firmato da Fabio Masi.

Grant Gee, Innocence of Memories

Grant Gee, Innocence of Memories

FALANGE TRICOLORE ALL’APPELLO
Ma quanti italiani in questa edizione! Quattro in concorso: la vecchia guardia la rappresenta Bellocchio col film in costume Sangue del mio sangue. Il nuovo, “che più nuovo non si può”, sta per Piero Messina, classe 1981, già assistente di Sorrentino in This Must be the Place e La Grande Bellezza. Suo il misterioso L’attesa con Juliette Binoche, che pare abbia accettato il ruolo il giorno dopo aver ricevuto il copione…
Giuseppe Gaudino, classe ’57, è la via di mezzo: con Per amor vostro ha coinvolto l’eccentrica e sempre notevole Valeria Golino e Adriano Giannini, con una storia di rivincita sulla vita tutta al femminile. Il nuovo esotico arriva col già citato Luca Guadagnino alle prese con la messa in scena del thriller A Bigger Splash. Qui non sarà boicottato da commissioni lobbiste: con Io sono l’amore non fu preso in considerazione per gli Oscar, essendo troppo fuori dai “circuiti” nazionali. Eppure all’estero, dopo Sorrentino, è il regista italiano più nominato.

Ascanio Celestini, Viva la sposa, 1996

Ascanio Celestini, Viva la sposa, 1996

In Orizzonti Renato De Maria riunisce tutti gli Italian Gangster della storia, con Pecore in erba Alberto Caviglia, storico aiuto regia di Ferzan Ozpetek, gira un curioso mokumentary sull’antisemitismo. Ancora: ci saranno Gianfranco Pannone con un ardito e insolito documentario sulle Guardie Svizzere vaticane, il film d’attualità Vite sospese di Stefano Chiantini, La prima luce di Vincenzo Marra con Riccardo Scamarcio, Viva la sposa di Ascanio Celestini con l’onnipresente Alba Rohrwacher.
Non c’è l’una senza l’altra, Alice (Rohrwacher) quest’anno è regista di uno dei due progetti Miu Miu Woman’s Tale, De Djess.
Restate connessi, quest’anno se ne vedranno delle belle.

Federica Polidoro

www.labiennale.org/it/cinema/

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