Metti una sera a cena al Kunsthistorisches Museum di Vienna, con John Pawson, Nadja Swarovski e la “lente” di cristallo. È tempo di Design Week nella capitale austriaca

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Il Foyer visto dalla sala superiore (al centro Perspectives)

Il Foyer visto dalla sala superiore (al centro Perspectives)

Ci vuole una cupola posizionata a notevole altezza per apprezzare le proprietà ottiche dell’oggetto in questione. Si chiama Perspectives, ed è la più grande lente di purissimo cristallo realizzata da Swarovski, opera dell’architetto e designer John Pawson, ben nota al pubblico dell’arte dopo la sua temporanea installazione nella basilica palladiana di San Giorgio Maggiore a Venezia al tempo della Biennale d’arte del 2013. Il neorinascimentale Kunsthistorisches Museum di Vienna, cattedrale universale dell’arte, inaugurata nel 1891, la cupola ce l’ha. È a sezione ottagonale, raggiunge i sessanta metri dal suolo e, soprattutto, l’interno della calotta è visibile dal centro del salone d’ingresso grazie all’ampio foro circolare appositamente ritagliato sul soffitto di copertura. Perspectives è stata installata proprio lì, al pianterreno, poggiata – come al solito – sulla superficie piatta, lucidata a specchio, di un piedistallo a semisfera, dando luogo a uno degli innumerevoli eventi della Vienna Design Week 2015 (25/09 – 4/10). Le capacità ottiche di questa lente concava, perfettamente sferica, dal diametro di 40 cm, sono quelle di accorciare la prospettiva su dettagli architettonici non ben focalizzabili ad occhio nudo.
Inaugurazione serale con grande richiamo di pubblico, naturalmente. Successivamente, un numero ristretto di invitati ha potuto salire lo scalone principale e accedere al piano superiore per sporgersi dalla balaustra dell’apertura circolare e osservare l’installazione dall’alto, potendo poi festeggiare l’evento viennese con una cena insieme all’artefice dell’oggetto, e a Nadja Swarovski, membro del comitato esecutivo della celebre azienda di famiglia, nonché presidente della Fondazione omonima. A margine dell’evento, per gentilissima ed esclusiva concessione del museo, abbiamo potuto fotografare l’abbagliante Saliera aurea di Benvenuto Cellini.

Franco Veremondi

www.khm.at
www.viennadesignweek.at

 

 

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