Lo Strillone: rifarei tutto alla stessa maniera, Ai Weiwei intervistato da La Repubblica. E poi degrado Biblioteche italiane, Salone del Libro

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Ai Weiwei

Ai Weiwei

L’arte è inscindibile dai diritti umani“. Parola di un assoluto esperto in tema, ovvero Ai Weiwei, intervistato da La Repubblica in occasione della sua prima grande mostra personale, alla Royal Academy of Arts di Londra. “Scarpette di corda, camicione blu a penzoloni fuori dai pantaloni blu, dalle tasche dei quali estrae un telefonino con cui riprende noi giornalisti, fotografi, cameramen, rovesciando la situazione: forse un giorno diventeremo una delle sue opere d’arte”. Perché il governo cinese la fa viaggiare proprio adesso? “Forse si sono resi conto che non aveva senso impedirmelo. Certamente dimostra che qualcosa è cambiato, altrimenti non sarei qui. Deve essere stata una decisione difficile. Ma il governo cinese non è un monolite, vi convivono posizioni differenti. In Cina tutto è sempre contraddittorio”. Il fatto dì non poter andare all’estero, e di passare alcuni mesi in carcere, ha influito sulla sua arte? “Gli artisti lavorano spesso in condizioni difficili, la mia non è stata un’eccezione”. Si è mai rammaricato o pentito di quello che ha fatto? Dei costi che lei e i suoi familiari hanno pagato? “No. Se tornassi indietro, rifarei tutto alla stessa maniera. Abbiamo sofferto, ma la vita è fatta così. La vita non è una fiaba, è una lotta”.

Roma e Firenze hanno 120 mila euro per i nuovi volumi, Londra e Parigi 19 milioni”. Gian Antonio Stella continua sul Corriere della Sera la sua opera di distruzione dell’ego italico, con le indagini che portano a galla incongruenze e carenze nella gestione del patrimonio e delle strutture culturali. Stavolta tocca alle Biblioteche: “Degrado e sprechi mettono a rischio un patrimonio immenso, mentre si riduce l’accesso per gli utenti. Da 354 a 165 dipendenti alla Nazionale di Firenze. E a Venezia fotografare 20 pagine costa 300 euro. È normale sospirare sulla storia cancellata dagli ‘altri’ e chiudere gli occhi davanti alle condizioni in cui versano le nostre biblioteche, i nostri archivi?”. Editoria anche per Il Giornale, che informa che a sorpresa alla guida del Salone del Libro di Torino torna Ernesto Ferrero: “doveva essere un rilancio in rosa, con due donne-manager, Giovanna Milella e Giulia Cogoli, per voltare pagina. Ora, a otto mesi esatti dalla prossima edizione della fiera, c’è una brusca marcia indietro della Cogoli e i conti sono da profondo rosso”.

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