Lo Strillone: il regista Alexandr Sokurov e l’Europa culla dell’arte su La Stampa. E poi Giorgio Buccellati e l’Isis, villa Feltrinelli all’Argentario

Print pagePDF pageEmail page

Il regista russo Alexandr Sokurov

Il regista russo Alexandr Sokurov

Europei, siete la culla dell’arte. Un dovere difenderla“. Fra riflessione storica e attualità, alla Mostra del Cinema di Venezia La Stampa raccoglie le dichiarazioni dell’applaudito regista russo Alexandr Sokurov, classe 1951, Leone d’oro nel 2011 con Faust, che ha ambientato il suo fllm Francofonia al Louvre di Parigi. “Ricostruendo l’incontro, nel 1940, fra due straordinarie personalità, il direttore del Louvre Jacques Jaujard e l’ufficiale nazista Franziskus Wolff Metternich, Sokurov parla di rapporti tra arte e potere, ma soprattutto riflette sulla necessità del bello, su quanto possa essere importante, per ogni individuo, anche nei momenti di più duro conflitto, preservare un museo, un quadro, una statua, un edificio”. I contrasti Occidente-Islam? “I Paesi europei, Italia, Francia, Germania, hanno enormi compiti nei confronti della civiltà del mondo. Che cosa potrebbe accadere se i valori cristiani smettessero di esistere? Se ci si allineasse ai diktat di altre religioni, se si abolisse il Natale o se si accettasse il divieto islamico di ritrarre le divinità? Voglio dire che l’estetica cristiana e quella musulmana non sono conciliabili, che dobbiamo nutrire un grande rispetto nei confronti di quest’ultima, ma anche che bisogna mantenere certe distanze”.

Archeologo di fama mondiale, professore emerito all’Ucla di Los Angeles, ha lavorato per 24 anni, fino al dicembre del 2011, negli scavi di Urkesh, l’antica città nel nordest della Siria che risale al III millennio avanti Cristo. La Repubblica intervista Giorgio Buccellati: “II pericolo dei ‘reperti di sangue’ trafugati da Siria e Iraq esiste, naturalmente. È lo stesso cosiddetto Stato Islamico, l’Is, che vende, come forma di autofinanziamento, gli oggetti che depreda conquistando e distruggendo i siti archeologici. I templi li abbattono, i reperti li vendono”. Una bellezza conquistata a suon di rubli: Il Fatto Quotidiano porta i lettori all’Argentario, dove German Khan, oligarca russo amico di Putin, al 101esimo posto tra i più ricchi del mondo e quindicesimo in Russia, si è comprato villa Cacciarella, a tutti nota come villa Feltrinelli. “Dai Feltrinelli fino ai furbetti del quartierino, e oggi alla resa ai rubli russi. Sono passati tutti nei 1.500 metri quadrati della Cacciarella. Tutti hanno passeggiato nei 26 ettari di ulivi e pini prima di tuffarsi nell’acqua smeraldo”.

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community