Lo Strillone: direttori di museo stranieri “fuorilegge”, ricorsi in arrivo su Libero. E poi Uto Ughi e gli spazi per i giovani, Giornate europee del patrimonio

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Uto Ughi

Uto Ughi

I direttori di museo stranieri sono ‘fuorilegge’. Pioggia di ricorsi in arrivo”. Chi spara la bomba atomica è Libero, che dettaglia la sua affermazione in punta di diritto: anche se probabilmente – auspicabilmente? – la notoria malleabilità delle leggi italiane porterà presto ad una soluzione dell’imprevisto. Scrive il quotidiano: “Tecnicamente, secondo il Decreto della Presidenza del Consiglio n. 174 del 7/2/94, l’art. 38 del decreto legislativo 165/2001 e pareri del dipartimento della funzione pubblica, i dirigenti della PA italiana devono essere italiani. Requisto essenziale. Punto. E, nonostante il ministro s’appigli al libero spirito della Comunità Europea, i cittadini europei possono accedere sì ai posti di lavoro presso le nostre amministrazioni pubbliche ma solo se gli incarichi ‘non implicano esercizio diretto o indiretto di pubblici poteri, ovvero non attengono alla tutela dell’interesse nazionale’. Tradotto: gli è vietato l’accesso alle sfere dirigenziali”. Quale sarebbe dunque la prospettiva a breve termine? “Mentre si attende con ansia la registrazione dei contratti dei dirigenti franceschiniani da parte della Corte dei Conti (ma davvero ci sarà?) stanno per partire una serie di ricorsi contro le suddette nomine”.

Vergogna, mancano gli spazi per i giovani”. Il Giornale raccoglie lo sfogo di un grande della musica come Uto Ughi: “Il problema dei giovani italiani è che sono poco incoraggiati dalle istituzioni. In Giappone la musica è tenuta in grande considerazione, e questo stimola a fare meglio”. Poi un omaggio a un grande collega: “Guardiamo a Riccardo Muti, ha creato l’Orchestra Cherubini: un esempio. I musicisti non devono essere passivi, devono lottare”. La Repubblica ricorda ai suoi lettori che “sabato 19 settembre, in occasione delle Giornate europee del patrimonio, molti dei musei e dei luoghi della cultura statali, compresi archivi e biblioteche, osserveranno un orario prolungato con ingresso, dalle 20 fino alla chiusura delle biglietterie alle 24, al costo di un euro. Un’iniziativa per celebrare l’evento voluto dal Consiglio d’Europa nei 47 Stati membri per promuovere la cultura come veicolo di integrazione e conoscenza”.

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