Lione. La Biennale in una città-laboratorio

Vi raccontiamo Lione al di là della bella Biennale curata da Ralph Rugoff. Fra progetti di riconversione radicale dell’area portuale alla quantità di aree verdi disseminate con intelligenza ai quattro angoli della città. Fra un’arena romana e un quartiere disegnato da Renzo Piano, auto nascoste in strutture e stazioni progettate da Santiago Calatrava.

Print pagePDF pageEmail page

Area della Confluence, Lione - photo Claudia Zanfi

Area della Confluence, Lione – photo Claudia Zanfi

UN VIDEO D’ARTE ALLA CONFLUENZA
Con l’inaugurazione a dicembre 2014 del Musée des Confluences, progettato dal noto studio di architettura Coop Himmelb(l)au, giunge al termine il grandioso processo di trasformazione urbana della penisola alla confluenza fra i fiumi Saone e Rodano. In pochi mesi il nuovo museo è già diventato un’icona mondiale, come accadde per il Guggenheim Bilbao, in grado di attrarre migliaia di visitatori e di fare riscoprire una zona portuale completamente dimenticata.
All’interno di un’architettura scenografica e spettacolare sono ospitate mostre temporanee e la collezione permanente con oltre 4mila opere che raccontano la grande avventura dell’uomo, delle culture e dell’universo.
Risulta quindi perfettamente centrata la sala del Musée des Confluences che ospita un’opera della Biennale di Lione. Qui il bellissimo video dell’artista di Taiwan Yuan Goang-Ming mette in dialogo esterno/interno, natura/artificio, memoria/oblio. Con una proiezione avvolgente sulle quattro grandi pareti della stanza, l’autore racconta per immagini l’esperienza umana nel mondo contemporaneo. Il suo sguardo diventa il nostro, la realtà si mescola all’immaginazione, l’occhio indugia sulle nubi, poi scende fino arrivare negli abissi del mare.

UN PORTO CHE RINASCE
Affiancato dal Ponte Schuman, il Musée de Confluences si collega al resto della città con una sorta di estensione a formare giardini, passaggi pedonali, inediti luoghi di sosta e di lettura. Non lontano si trova la grande archeologia industriale della Sucrière, sede centrale della Biennale di Lyon.
Quest’area, che ha ospitato a lungo attività portuali e industriali, oggi rinasce come nuovo centro urbano che guarda a un futuro sostenibile, a luoghi e tempi “slow” per ospitare residenze, servizi, negozi, studi di architettura e design, progettati da grandi nomi internazionali. È qui che da metà settembre agli inizi di ottobre si svolge Docks Art Fair, un appuntamento per galleristi, collezionisti e artisti che va oltre la fiera d’arte, bensì propone incontri, conferenze, mostre personali e collettive per l’intero autunno.

Lungo Rodano, Lione - photo Claudia Zanfi

Lungo Rodano, Lione – photo Claudia Zanfi

PROMENADE IN DIREZIONE CENTRO
Da questa zona periferica si risale la riva dei due fiumi, con ben cinque chilometri di promenade, piste ciclabili che corrono tra acqua e giardini, lungo file di platani, pioppi grigi e bianchi che si alternano a faggi, catalpe, salici e aiuole fiorite. Una bellezza per gli occhi e per l’anima. Fatto curioso e molto apprezzabile è che ogni tratto dei quai lungo il fiume è intitolato esclusivamente a nomi di donne, persone che hanno lasciato un segno nella storia dell’umanità come Madame Curie e Virginia Wolf.
Salendo verso la collina si raggiunge la citta vecchia, coi suoi palazzi rinascimentali, le viuzze lastricate in pietra e i caratteristici traboule, scale e passaggi segreti tra le case. Una passeggiata nel centro storico di Lione permette di incontrare altri momenti di architettura e arte significativi, come l’Opéra, oggetto di un interessante rinnovamento da parte di Jean Nouvel, la cui facciata neoclassica è rimasta integra, mentre l’interno è stato completamente trasformato in un edificio ultra-moderno. Oppure una visita al Mama Shelter, design hotel di Philippe Starck nel cuore della penisola.
In tutta la città interventi di arredo urbano significativi hanno creato luoghi per l’incontro e la contemplazione del paesaggio urbano, privilegiando la socializzazione con piazze, panchine, fontane, aiuole, vie pedonali, piccole caffetterie, ristoranti, bar ovunque, oltre a un abbondante uso del verde e dell’acqua in tutti gli spazi pubblici. È qui che lo chef pluristellato Paul Bocuse, inventore della nouvelle cousine, ha aperto la sua Accademia di Cucina per giovani, tra rue de Boeuf e il mercato Halles de Lyon.

Scultura di Wang Du all'esterno del MAC, Lione - photo Claudia Zanfi

Scultura di Wang Du all’esterno del MAC, Lione – photo Claudia Zanfi

DALLA PENISOLA ALLA CITTÀ INTERNAZIONALE
Nella zona centrale della presque-ile (penisola) di Lione si trovano alcune delle istituzioni più rappresentative per la vita artistica della città: il Musée des Beaux Arts, l’Accademia di Arte e Musica, il Centro per l’Architettura (disegnato da Odile Decq), il Centro della Performance, la Fondation Bullukian, altra sede della Biennale de Lyon, con installazione di opere storiche delle precedenti edizioni, tra cui Yona Friedman, Dan Graham, Hiroshi Sugimoto, Claudio Parmiggiani. Curiosamente – e intelligentemente – tutte queste istituzioni ospitano al loro interno giardini e spazi di condivisione.
Bisogna spostarsi a nord della città per raggiungere il complesso della Cité Internationale, progettato da Renzo Piano nel 2006, tra il Rodano e il Parco de la Tête d’Or, disegnato dal famoso paesaggista Michel Corajoud (direttore de l’Ecole du Paysage di Versailles). È un quartiere contemporaneo dove nei 30 ettari di parco trovano spazio edifici residenziali, cinema, teatri, ristoranti e il MAC – Musée d’Art Contemporain, altra importante sede della Biennale. I percorsi pedonali di quest’area sono animati da sculture e installazioni d’arte, come il geode di Buckminster Fuller, la cui sfera diventa all’occasione spazio di incontro e di svago per gli studenti, e la bellissima opera in acciaio riflettente di Wang Du, collocata proprio tra l’ingresso del Parco e il MAC.

Santiago Calatrava, Aeroporto di Lione - photo Claudia Zanfi

Santiago Calatrava, Aeroporto di Lione – photo Claudia Zanfi

DAI LUMIÈRE A CALATRAVA
Pochi sanno che Lyon è patria dei Fratelli Lumière: a loro è dedicato un museo e una delle più belle sale cinematografiche d’Europa; sempre a loro si ispira la Festa delle Luci, che si svolge ogni anno l’8 dicembre, in cui creativi da tutto il mondo sono invitati a disegnare oggetti e spazi luminosi per la città. Inoltre le colline di Lione sono sede di laboratori per profumi, dei maggiori produttori di rose per giardini in Europa e delle coltivazioni del famoso vino Beaujolais.
La visita artistica della Biennale di Lyon non può chiudersi senza una nota sulla Stazione TGV e Aeroporto Internazionale Saint-Exupéry progettato da Santiago Calatrava, luogo di arrivo e partenza del viaggiatore, ingoiato dentro lo scheletro dickensiano di un grande pesce pronto a risalire le rive del Rodano.

Claudia Zanfi

Lione // fino al 3 gennaio 2016
13. Biennale de Lyon
a cura di Ralph Rugoff
www.labiennaledelyon.com

Prima di commentare, consulta le nostre norme per la community