Il ritorno di Ai Weiwei. Ecco le immagini dalla preview della grande mostra londinese alla Royal Academy

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Ai Weiwei, Royal Academy, Londra

Il settembre londinese segna l’atteso ritorno dell’artista cinese Ai Weiwei (1957) che, dopo l’arresto del 2011 all’aereoporto di Pechino che sconvolse l’art system, ha finalmente riottenuto il passaporto e con esso la possibilità di viaggiare e accompagnare le sue opere. Cinque anni dalla famosa installazione della Turbine Hall della Tate, cinque anni intensi segnati da censure, arresti – 81 giorni di detenzione – e battaglie politiche che vedono l’artista profondamente cambiato, come lui stesso si definisce. Ora arriva la meravigliosa mostra della Royal Academy, concepita interamente nel suo studio di Pechino: ma grazie alla collaborazione con i curatori e all’intenso lavoro in video call le imponenti e intense opere dialogano perfettamente con le sale del museo.
A parlarci della mostra durante l’affollatissima press preview sono i curatori: il direttore del programma artistico della Royal Academy, Tim Marlow, e Adrian Locke. La mostra segue un percorso tematico: protagonisti indiscussi sono il volume, la materia e il continuo richiamo alla tradizione e all’artigianato, senza sottrarsi alla denuncia. I readymade alla Duchamp ripercorrono la storia della Cina attraverso un nuovo format: e così vasi della Dinastia Qing vengono coperti di vernice, fatti a pezzi, ridotti in polvere, preziosi tavoli intagliati vengono piegati, pezzi di templi incastrati in blocchi di mattoni, vecchie bici si illuminano per diventare un lampadario. L’installazione più forte è sicuramente Straight 2008-12: le duecento tonnellate di assi di ferro raccolte dall’artista e ammassate con estrema logica sono un omaggio alle giovani vittime del terremoto di Sichuan del 2008. Nella fotogallery, immagini dall’opening…

Barbara Martorelli

 

 

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  • LUCA ROSSI

    il moderno occidentale con quel pizzico di esotismo che piace tanto al mercato occidentale.

  • Angelov

    un architetto che si ostina a voler essere un artista = un ibrido da manuale